Accordo UE-Singapore: importanti vantaggi per l’export Made in Italy

Nel commercio internazionale continua la strategia dell’Unione Europea di stringere accordi ad Est. Dopo i recenti accordi con Giappone e Cina, il 21 novembre è entrato in vigore l’accordo commerciale con la Repubblica di Singapore, il quarto principale centro finanziario del mondo, da sempre con un ruolo significativo nel commercio internazionale e nella finanza mondiale.

Si tratta del primo accordo commerciale bilaterale tra l’UE e un paese membro dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), con scambi bilaterali di merci per un valore complessivo di oltre 53 miliardi di euro e scambi di servizi per 51 miliardi di euro. Basti pensare che oltre 10 mila imprese dell’UE si sono stabilite appunto in questo Paese avanzato ed in forte crescita. Nel 2017 il complesso degli investimenti bilaterali ha raggiunto i 344 miliardi.

Si tratta di un’intesa di cosiddetta “seconda generazione” che si estende ben oltre le previsioni di liberalizzazione commerciale, prevedendo un forte impegno delle Parti per la promozione dei diritti umani e del lavoro, la tutela dell’ambiente ed un capitolo dedicato al rapporto tra commercio e sviluppo sostenibile.

Nell’ambito dell’accordo commerciale Singapore eliminerà tutte le restanti tariffe sui prodotti dell’UE.

L’accordo schiude inoltre nuove opportunità ai prestatori di servizi dell’UE in settori quali, tra gli altri, le telecomunicazioni, i servizi ambientali, l’ingegneria, il calcolo e il trasporto marittimo, e renderà il contesto imprenditoriale più prevedibile. Inoltre, verrà assicurata la protezione giuridica di 138 prodotti alimentari e bevande rappresentativi dell’Unione europea, noti come indicazioni geografiche. Singapore è già la terza maggiore destinazione di questi prodotti europei speciali.

Singapore ha inoltre accettato di sopprimere i dazi (80% subito e i rimanenti nell’ arco di 3 o 5 anni in base al prodotto) e le barriere commerciali in settori chiave, ad esempio riconoscendo le prove di sicurezza dell’UE per le automobili e numerosi apparecchi elettronici o accettando le etichette che le imprese dell’UE utilizzano per i tessili.

Infine, è stato anche concluso un accordo sulla protezione degli investimenti, che però può entrare in vigore solo dopo la ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell’UE secondo le rispettive procedure nazionali.

Per quanto concerne l’Italia l’accordo riveste certamente una particolare rilevanza per la protezione assicurata alle nostre indicazioni geografiche che ci consentirà di meglio combattere l’annoso fenomeno dellItalian Souding. Infatti, grazie all’istituzione di un apposito registro presso l’Ufficio della proprietà intellettuale di Singapore, quasi 200 indicazioni geografiche europee, di cui circa un quinto italiane, potranno essere tutelate.

Si pensi che nel settore alimentare saranno più del 25% le tutele che verranno riconosciute all’Italia e precisamente: l’Aceto balsamico di Modena, la Mortadella di Bologna, il Prosciutto di Parma e quello di S. Daniele, il Gorgonzola, il Grana Padano, la Mozzarella di Bufala Campana, il Pecorino Romano, l’Arancia Rossa di Sicilia, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia e il Pomodoro di Pachino, ed altre.
Nel settore delle bevande invece, la Grappa, il Chianti, il Prosecco e il Montepulciano d’Abruzzo, solo per citarne alcune.

Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin

#madeinitaly #agrifood #fashion #furniture #contrattiinternazionali #contenziosointernazionale #arbitratointernazionale #dirittodegliaffariinternazionali #commerciointernazionale

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*