Affari internazionali: accordo AUKUS tra Australia, Uk e Usa

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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Il 16 settembre 2021 Australia, Regno Unito e Stati Uniti hanno annunciato la conclusione di una nuova alleanza trilaterale tra gli Stati chiamata AUKUS (dalle iniziali dei nomi dei Paesi in lingua inglese). Il patto così congegnato prevede la condivisone di tecnologia militare e intelligence, ma soprattutto la dotazione di sottomarini a propulsione nucleare all’Australia.

A ben vedere, un simile accordo avrà ripercussioni non soltanto sulle logiche strategiche dell’Occidente, ma anche e soprattutto nei rapporti di forza dell’Indo-Pacifico, preoccupando soprattutto la Cina per quanto riguarda un possibile sviluppo in favore del blocco dell’Indo-Pacifico legato agli Stati Uniti.

Sebbene la questione sia legata prevalentemente ad un fattore di politica militare, è ragionevole ritenere che gli effetti del nuovo accordo si riverseranno anche sui rapporti commerciali con i Paesi dell’area dell’Indo-Pacifico.

È proprio per tale motivo che la Cina ha messo in atto una celere risposta al nuovo AUKUS, rendendo nota la volontà di entrare a far parte del Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP).

Tale accordo di libero scambio fra Asia e Pacifico – in vigore dal 30 dicembre 2018 tra Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Perù, Nuova Zelanda, Singapore e Vietnam – insieme al RCEP si sostanzia nella creazione di una delle aree più estese al mondo per la libera circolazione di merci e capitali.

L’entrata della Cina nell’intesa commerciale potrebbe contribuire a potenziare l’integrazione tra diversi paesi del quadrante del Pacifico, permettendo inoltre al gigante cinese di allargare la propria area d’influenza commerciale verso territori come Perù, Cile, Messico e Canada, localizzati sul versante opposto dell’Oceano Pacifico e geograficamente legati all’area statunitense.

In questo modo, i riflettori puntati sull’aerea dell’Indo-Pacifico determineranno nei prossimi anni una crescita economica esponenziale (si pensi che, per il solo Giappone, è stimata una crescita del PIL di ben 75 miliardi di dollari).

In termini pratici, per le imprese italiane, questo rappresenta un’ottima occasione per implementare gli scambi, con la possibilità di valutare l’eventuale creazione di società nell’area del Pacifico o di joint ventures con partners locali in vista dei futuri sviluppi, soprattutto alla luce dei vari accordi di partenariato economico conclusi dall’Ue, ad esempio con Giappone e Singapore.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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