Affari internazionali in Asia: firmato il Regional Comprehensive Economic Partnership

Dopo quasi dieci anni di trattative, il 15 novembre 2020 è stato firmato dai leader di 15 Paesi del sud-est asiatico il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), un’alleanza commerciale del valore di 26.200 miliardi di dollari all’anno.

Sebbene inizialmente i Paesi dovevano essere 16, in un secondo momento – e dopo sette anni di negoziati – l’India, come già anticipato in altre news su questo blog, ha deciso di non aderire all’accordo per ragioni puramente economiche (principalmente teme una “invasione” di prodotti cinesi a basso costo e di prodotti australiani a danno dei produttori locali).

I Paesi che hanno aderito al RCEP sono dunque i dieci membri dell’ASEAN (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam), oltre a Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Data la partecipazione dei maggiori Paesi in via di sviluppo (i quali comprendono circa il 30% del PIL e della popolazione mondiali) il RCEP è destinato a diventare il più grande accordo di libero scambio al mondo.

Queste le principali previsioni dell’accordo:

eliminazione dei dazi per il 65% delle merci importate ed esportate all’interno della regione (l’intenzione è di ridurre del 90% le tariffe doganali tra Paesi membri nell’arco di 20 anni);

– previsione di una disciplina unitaria all’interno dei Paesi membri per quanto riguarda importanti settori quali commercio internazionale e telecomunicazioni, ma anche commercio elettronico e diritto d’autore;

– superamento dei limiti imposti agli accordi di libero scambio bilaterali già esistenti tra Paesi dell’area (si pensi alle “regole di origine”, in base alle quali, ad esempio, un prodotto realizzato in un determinato Paese dell’ASEAN che contiene parti di altro Paese non ASEAN potrebbe essere soggetto a dazi aggiuntivi). In altre parole, ora un produttore di un Paese firmatario del RCEP può commerciare liberamente con tutti gli altri 14 Paesi dell’accordo.

In termini pratici, per le imprese italiane ed europee in generale, tale accordo rappresenta poi un’ottima occasione per implementare gli scambi, dato il crescente trend delle esportazioni di prodotti europei verso molti dei Paesi RCEP (si pensi ai vari accordi di partenariato economico conclusi dall’Ue con Giappone, Singapore e Vietnam, oltre all’intensa attività di negoziazione con la Cina per la tutela reciproca di prodotti locali).

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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