USA-UE affari internazionali: accordo che elimina i dazi

Via libera per l’agrifood Made in Italy

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

È di pochi giorni fa la notizia della sottoscrizione di un accordo di 5 anni tra USA e UE che sospende i dazi imposti reciprocamente nel contesto della controversia Airbus-Boeing. L’intesa così raggiunta rappresenta una svolta soprattutto per il settore food&beverage italiano, salvando oltre mezzo miliardo di export agroalimentare Made in Italy negli USA.

La lite di 17 anni sulla legittimità degli aiuti di Stato erogati ai produttori di aerei europei e americani aveva infatti innescato un sistema di sanzioni che aveva colpito anche altri settori dell’economia, tra cui quello agroalimentare.

Gli Stati Uniti avevano infatti imposto dazi per 7,5 miliardi di dollari contro l’import dall’Unione europea, costando una perdita di mezzo miliardo di euro in esportazioni per il Made in Italy. Di contro, l’Unione aveva risposto con dazi per 4 miliardi indirizzati contro le eccellenze americane come le moto Harley Davinson e il whisky bourbon.

La notizia dell’eliminazione dei dazi risulta tanto più rilevante se si considera che gli Stati Uniti rappresentano per l’agroalimentare Made in Italy il primo mercato di export per un valore record di 4,9 miliardi nel 2020.

L’accordo sottoscritto prevede inoltre una clausola per cercare di “frenare” il massiccio sviluppo del modello economico della Cina. In altre parole, USA e UE attraverso l’intesa si impegnano a lavorare insieme per contrastare “l’ambizione cinese di costruire un settore dell’aviazione civile fuori dalle regole di mercato” e le sue pratiche che danneggiano la concorrenza.

Nel considerare quindi di fare affari con partners americani alla luce della rinnovata apertura economica, è bene tenere a mente che gli USA costituiscono una federazione di Stati dove gli aspetti legali sono gestiti a seconda dei casi dalla legge federale o dalla legge dei singoli Stati.

In via generale, la legge federale si occupa di tutto ciò che è “interstate commerce”, ossia attività che comportano un commercio tra vari Stati; la legge statale copre invece ciò che è “intrastate commerce”, ossia attività che rimangono interne ai singoli Stati.

Tuttavia, molto dipende dalla tipologia contrattuale considerata. Questo richiede quindi una necessaria analisi preliminare della legge dello Stato dove il futuro partner ha sede. Nel caso in cui ad esempio si decida di sottoscrivere un contratto di distribuzione è da valutare attentamente anche la legge degli Stati dove tale distributore farà affari per conto del fornitore/concedente italiano.

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