Agenzia e distribuzione Canada: un’introduzione generale sulla disciplina in materia di concorrenza

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Come esaminato in precedenza su questo blog, quando ci si appresta a concludere affari con partners canadesi è innanzitutto essenziale considerare che il Canada è uno Stato federale composto da dieci province e tre territori.  

Ne deriva che la competenza legislativa è ripartita tra giurisdizione federale e provinciale/territoriale. I contratti in genere ricadono nella competenza legislativa provinciale/territoriale, la quale a sua volta si differenzia da provincia a provincia (ricordiamo che nove delle dieci province hanno adottato un sistema di common law, seguendo il modello del Regno Unito, ad eccezione della sola provincia del Quebec). 

In via generale, tuttavia, emerge come nessuna delle province canadesi preveda una regolamentazione specifica dei contratti di agenzia e distribuzione internazionale. Per tale motivo, i principi di riferimento nella disciplina di tali contratti si ritrovano all’interno delle pronunce delle corti provinciali canadesi e, in casi limitati, all’interno di leggi federali. 

Per quanto riguarda in particolare la normativa antitrust vigente in Canada, essa è contenuta all’interno del Competition Act, normativa di rango federale, che regola le restrizioni su prezzo, territorio e vendite online. 

Nello specifico, in base a tale normativa, le clausole di non concorrenza devono avere un ambito di applicazione ben delimitato per quanto riguarda la loro durata, l’area geografica e le attività coinvolte. In caso contrario, tali clausole possono essere dichiarate inapplicabili. 

Con riguardo alle restrizioni sui prezzi, ai sensi del Competition Act, l’imposizione del prezzo di rivendita da parte del fornitore è una condotta lecita. Tuttavia, viene prevista l’applicazione di sanzioni da parte delle autorità della concorrenza nelle ipotesi di fissazione verticale del prezzo da parte del fornitore e qualora il comportamento messo in atto dal fornitore risulti lesivo della concorrenza. 

Discriminazioni di prezzo e altre strategie promozionali (quali sconti, tariffe ridotte, etc.) sono soggette a revisione da parte delle autorità della concorrenza canadesi, e tuttavia vengono ritenute “problematiche” solamente qualora riducano considerevolmente la concorrenza. 

Altre forme di restrizioni riguardano poi la posizione geografica nella quale viene svolta l’attività. Nello specifico, la previsione, nei contratti di distribuzione o di agenzia, di una esclusiva territoriale non è ritenuta illecita in Canada, ma può essere soggetta a controllo da parte delle autorità. 

Allo stesso modo, eventuali restrizioni territoriali sulle vendite effettuate online non sono, in linea di principio, proibite, salvo il caso in cui queste ultime non determino una sensibile limitazione alla concorrenza. 

Resta ferma, ad ogni modo, la necessità di prestare particolare attenzione alla provincia in cui il business viene instaurato, poiché in base a questa, alla legge applicabile e alle eventuali pronunce delle corti in materia, vi sarà un diverso approccio all’interpretazione del contratto e sarà pertanto necessario adottare le opportune cautele nell’accordo perfezionato con il proprio partner.

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