Agrifood: la “Direttiva UTP” in materia di pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

La c.d. “Direttiva UTP” (Unfair Trading Practices Directive n. 633 del 17 aprile 2019) si inserisce nel quadro delle previsioni adottate a livello europeo al fine di fornire una normativa uniforme in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare.

La Direttiva così sviluppata dovrà essere attuata all’interno degli Stati membri entro il prossimo 1° novembre 2021 e troverà applicazione sia con riguardo alle transazioni commerciali tra imprese che alle transazioni tra imprese e autorità pubbliche.

In tale ottica, le pratiche sleali vengono differenziate dalla Direttiva in due tipologie: da un lato, le pratiche considerate in ogni caso sleali (contenute in una “black list”); dall’altro, le pratiche ammesse qualora siano oggetto di un accordo iniziale tra le parti (appartenenti alla c.d. “grey list”).

A titolo di esempio, tra le pratiche “nere” sempre sleali rientrano le ipotesi di ritardi nei pagamenti di prodotti alimentari deperibili, la cancellazione degli ordini all’ultimo minuto, ma anche le modifiche unilaterali ai contratti, etc.

Nella categoria delle pratiche “grigie”, invece, vi sono ad esempio le ipotesi di restituzione di prodotti rimasti invenduti, la richiesta al fornitore di farsi carico di tutto o parte del costo degli sconti sui prodotti venduti dall’acquirente, e così via.

In base alla normativa europea, poi, ciascuno Stato membro – nell’attuare la Direttiva in esame – dovrà individuare una o più autorità incaricate di applicare la normativa, ricevere eventuali denunce e quindi avviare indagini ed eventualmente imporre sanzioni (in Italia, le autorità designate sono l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, “AGCM” e l’Ispettorato Centrale tutela della Qualità Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari, “ICQRF”).

Altro aspetto saliente della Direttiva in esame risiede nell’inclusione, tra le pratiche commerciali sleali, delle vendite di prodotti agricoli e alimentari attraverso il ricorso a gare e aste elettroniche a doppio ribasso, nonché la vendita di prodotti agricoli e alimentari che determini condizioni contrattuali eccessivamente gravose.

Agrifood in Italia


A livello italiano, previsioni in materia di filiera agroalimentare sono già presenti all’interno del c.d. “Decreto Cresci Italia” (Decreto-Legge 24 gennaio 2021, n.1), e nel c.d. “Decreto Cura Italia” (Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18).

In tal senso, la Direttiva europea rafforza le previsioni italiane, in particolare per quanto riguarda il regime sanzionatorio, introducendo sanzioni fino ad un limite massimo del 10% del fatturato delle imprese responsabili della condotta sleale.

Il fine è evidentemente quello di eliminare gli squilibri nel potere contrattuale tra fornitori e acquirenti di prodotti agricoli e alimentari, fornendo maggiore tutela ai fornitori, e tuttavia il percorso rimane lungo. Di conseguenza, nell’attesa dell’effettiva attuazione della Direttiva, la tutela migliore rimane quella di negoziare con attenzione le clausole contrattuali proposte dagli acquirenti.

#agrifood #settoreagroalimentare #pratichesleali #tutelaproduttoriagricoli #direttivaUTP #dirittoeuropeo #dirittoue #contenziosointernazionale #commerciointernazionale #contrattiinternazionali #affariinternazionali

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un’email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell’evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

VAI AL COMMENTO
Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

VAI AL COMMENTO
Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

VAI AL COMMENTO
Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

VAI AL COMMENTO
Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

VAI AL COMMENTO

Seguici su