Arbitrato internazionale: la Cassazione francese applica il principio di “procedural loyalty”  

Marcello Mantelli, Avvocato in Milano
Massimiliano Gardellin, Avvocato in Torino

1.un contenzioso internazionale promosso per l’inadempimento del contratto di Franchising internazionale con clausola arbitrale  

Era in corso un contratto di franchising tra una società francese e una società spagnola; poi, la società francese, in virtù della clausola arbitrale, promuoveva un procedimento arbitrale davanti alla Camera di Commercio Internazionale di Parigi

Ma la società spagnola convenuta si opponeva al pagamento della sua quota (pari alla metà) relativa ai costi iniziali di procedura (come noto più elevati rispetto a quelli del giudice nazionale) e contestava la competenza del tribunale arbitrale in favore del giudice nazionale francese.

La società francese, in crisi economica e nel frattempo dichiarata fallita, non aveva fondi sufficienti per coprire anche le spese di procedura iniziali di controparte e pertanto il procedimento arbitrale non si avviava.
    

2. Competenza del tribunale arbitrale secondo i giudici di merito francese  

La società francese allora promuoveva il giudizio davanti al tribunale francese; ma la società spagnola contestava nuovamente la competenza, questa volta in favore del tribunale arbitrale, dando atto della presenza della clausola arbitrale nel contratto; il giudice francese le dava ragione dichiarando competente il tribunale arbitrale. 

Contro tale decisione si oppose la società francese argomentando che la controparte aveva rinunciato, per sua scelta (visto il rifiuto di pagare le spese iniziali), alla competenza dell’arbitrato internazionale e, conseguentemente, all’applicazione della clausola arbitrale.  

Ma la Corte d’appello respinse tali argomenti insistendo sulla competenza del tribunale arbitrale in quanto l’obbligo di pagare le spese di procedura anticipate incombeva esclusivamente sull’attrice, che avrebbe dovuto farsi carico anche delle spese di controparte per avviare il procedimento. 

3.La Corte Suprema decide per la competenza del giudice francese

Secondo la Suprema Corte (Cass. Civ. Sez I, n. 21-11253 del 9 febbraio 2022) l’interpretazione della Corte d’Appello è errata per le seguenti ragioni:  
i- costi iniziali di procedura sono da dividersi equamente tra le parti  
ii-il principio di “procedural loyalty” (o, tradotto in lingua italiana, di “leale collaborazione processuale”) impedisce di poter trarre beneficio da comportamenti processuali contradditori. 

Evidente in questo caso l’incoerenza e la contraddittorietà della società spagnola: chiamata in arbitrato, si è opposta al giudizio omettendo di pagare le spese e contestandone la competenza in favore del giudice francese, salvo poi, chiamata in causa davanti al giudice francese, contestarne la competenza in favore del tribunale arbitrale. 

La Suprema Corte ha quindi inteso il principio di “leale collaborazione processuale” in senso ampio e soggettivo e ha lanciato un segnale forte contro di comportamenti contrari alla buona fede.  

Pertanto, in caso di comportamento processuale scorretto o comunque contraddittorio, non è escluso, sulla base di questa sentenza, che il giudice nazionale avochi a sé la competenza, nonostante la presenza di una clausola arbitrale (valida).  

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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