Arbitrato internazionale Portogallo: introduzione generale

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

L’arbitrato viene disciplinato in Portogallo nell’ambito della relativa  legge portoghese del 2011. In vigore dal 2012, tale legge si basa in gran parte sul modello fornito dal Regolamento UNCITRAL sull’arbitrato commerciale internazionale, adeguando così la normativa nazionale portoghese agli standard internazionali.

Ai sensi della legge sull’arbitrato portoghese, tutte le controversie commerciali possono essere soggette ad arbitrato. Nel caso in cui l’arbitrato venga selezionato quale metodo alternativo di risoluzione delle controversie, il relativo accordo concluso tra le parti dovrà essere redatto in forma scritta.

Per quanto riguarda poi la determinazione del numero degli arbitri, la legge portoghese stabilisce come questo possa essere scelto liberamente dalle parti all’interno della convenzione arbitrale, purché si tratti di un numero dispari. Qualora le parti non si esprimano sul punto, la legge stabilisce un numero di tre arbitri: due nominati da ciascuna delle parti e il terzo scelto dai due arbitri nominati dalle parti.

Una volta effettuata la nomina degli arbitri, il tribunale arbitrale così formato deve emettere il lodo entro 12 mesi. Tale limite può essere prorogato previo accordo delle parti o, in alternativa, con decisione del tribunale arbitrale, per un periodo massimo pari a 12 mesi. Le parti possono tuttavia concordare un termine diverso all’interno della convenzione arbitrale.

La legge portoghese sull’arbitrato offre inoltre una grande flessibilità in materia procedurale, lasciando a parti e arbitri ampia facoltà di creare una procedura su misura. Le regole così determinate trovano applicazione con riguardo a qualsiasi arbitrato tenuto in Portogallo.

Inoltre, con riferimento agli arbitrati internazionali, si rilevano poche distinzioni rispetto alla disciplina prevista a livello nazionale. Di conseguenza, la maggior parte delle disposizioni appena analizzate e applicabili per l’arbitrato nazionale risultano ugualmente applicabili ai casi di arbitrato internazionale.

Nel caso di un arbitrato internazionale, le parti potranno inoltre scegliere la legge applicabile dagli arbitri, e qualora tale scelta non venga effettuata, sarà il tribunale arbitrale stesso ad applicare la legge più appropriata alla specifica controversia. Di conseguenza, la mancata scelta contrattuale comporterà un certo margine di imprevedibilità (più o meno ampio a seconda dei casi) su quale sarà la legge applicabile in caso di controversia.

Inoltre, si segnala l’adesione del Portogallo alle più significative convenzioni internazionali nel campo dell’arbitrato commerciale. A titolo di esempio, per quanto riguarda il riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali, il Portogallo ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali stranieri (New York, 1958).

Tuttavia, va detto che tale adesione del Portogallo è limitata da una condizione di reciprocità. In altre parole, il riconoscimento e l’esecuzione del lodo arbitrale reso in un Paese straniero viene garantito dal Portogallo solamente a condizione che tale Paese sia parte anch’esso della Convenzione di New York del ’58 e riconosca a sua volta i lodi resi in Portogallo.

A ben vedere, tuttavia, questa condizione di reciprocità determina poche conseguenze dal lato pratico, tenuto conto del fatto che il regime adottato dalla legge nazionale portoghese è uguale a quello della Convenzione di New York.

In altre parole, indipendentemente da dove viene emesso il lodo, questo sarà riconosciuto ed eseguito in Portogallo in base alle regole della Convenzione di New York o comunque in base a regole nazionali che sono identiche a quelle previste dalla Convenzione.

Da ultimo, si segnala che il Portogallo ha firmato anche la Convenzione di Washington del 1965 sulle controversie relative ad investimenti esteri. Di conseguenza, l’ordinamento portoghese si conforma e segue le regole previste dalla Convenzione, istitutive di un meccanismo di arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie tra investitore e stato ospite dell’investimento.

Per ulteriori approfondimenti in materia di arbitrato internazionale, si rimanda al decalogo presente su questo blog.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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