Arbitrato internazionale, Spagna: annullamento del lodo, ordine pubblico e patto di non concorrenza post contrattuale in un contratto di franchising internazionale.

Una recente decisione del Tribunal Superior de Justicia Civil (ultimo giudice della Comunidad Autónoma di Madrid) ha annullato parzialmente un lodo arbitrale in relazione ad una lite sorta tra un franchisor spagnolo e un franchisee argentino che svolgeva la propria attività nei territori di Argentina e Uruguay. 

Il contratto di franchising internazionale, regolato dalla legge spagnola, prevedeva un patto di non concorrenza post contrattuale della durata di un anno dalla sua cessazione (per qualsiasi motivo) negli stessi territori in cui il franchisee svolgeva la propria attività ex contractu (e quindi Argentina e Uruguay). 

A seguito della cessazione unilaterale del contratto da parte del franchisor spagnolo, il franchisee argentino aveva continuato a svolgere la propria attività negli stessi territori; ma in una sede diversa da quella in cui operava in virtù del cessato rapporto commerciale. 

Per tale ragione il franchisor spagnolo, in virtù della clausola arbitrale presente nel contratto, promuoveva l’arbitrato davanti alla Camera di Commercio Internazionale (CCI) per inadempimento contrattuale del franchisee.   

Il lodo arbitrale condannava il franchisee argentino al pagamento: 
i)delle fatture insolute; 
ii)delle penali pattuite per violazione del patto di non concorrenza post contrattuale.

In seguito, il franchisee argentino impugnava il lodo arbitrale davanti al competente giudice ordinario spagnolo chiedendo l’annullamento del lodo per la mancata applicazione della disciplina antitrust europea al caso di specie (diversamente secondo l’arbitro il diritto europeo non era applicabile perché il contratto aveva ad oggetto un territorio contrattuale extra-europeo).   

Secondo la disciplina antitrust europea il patto di non concorrenza post contrattuale nel contratto di franchising non può avere ad oggetto l’intero territorio in cui il franchisee svolgeva la propria attività in virtù del contratto cessato ma per la sua validità deve essere limitato alla sola sede/outlet in cui operava (Corte di Giustizia Europea, case n. 117/12 del 7/2/2013). 

Avendo l’arbitro escluso l’applicabilità della disciplina europea al caso di specie egli non ha applicato il suddetto principio espresso dalla Corte di Giustizia Europea e ha considerato valido il patto avente ad oggetto i territori di Uruguay e Argentina e conseguentemente condannato il franchisee al pagamento delle penali contrattuali. 

In senso contrario la giurisprudenza spagnola, in accoglimento degli argomenti del franchisee, ha stabilito che la normativa antitrust europea deve considerarsi assorbita nell’ordinamento interno spagnolo costituendo una norma inderogabile di ordine pubblico. 

L’ordine pubblico è costituito da quell’insieme di principi, norme generali e diritti fondamentali del sistema giuridico spagnolo tra cui rientra il principio di libera concorrenza che tutela interessi considerati di primaria importanza dall’ordinamento (in particolare per l’impatto significativo sul generale buon funzionamento dell’economia contribuendo in maniera essenziale allo sviluppo del benessere della collettività). 

Per tali ragioni il giudice spagnolo ha annullato parzialmente il lodo arbitrale nella parte in cui condannava il franchisee al pagamento delle penali per violazione del patto di non concorrenza post contrattuale. 

In conclusione, in un contratto di franchising regolato dalla legge spagnola la normativa antitrust europea sarà considerata normativa inderogabile di ordine pubblico davanti ai giudici nazionali spagnoli chiamati a decidere sull’impugnazione di un lodo arbitrale (anche nel caso di controparte con sede in un Paese extra-UE). 

In questi casi il patto di non concorrenza post contrattuale sarà valido secondo la legge europea e spagnola se rispetterà le seguenti condizioni: 

i)i beni e i servizi devono essere concorrenti a quelli previsti nel contratto di franchising; 

ii)la limitazione della concorrenza deve circoscritta alla sede/outlet del territorio in cui ha svolto la sua attività in base al contratto (Corte di Giustizia Europea, case n. 117/12 del 7/2/2013); 

iii)la limitazione deve essere indispensabile per proteggere il know how trasferito dal franchisor; 

iv)la durata massima deve essere di un anno dalla cessazione del contratto. 

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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