Arbitrato: le principali novità introdotte dalla Riforma Cartabia

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


La Riforma Cartabia, entrata in vigore con il D.lgs 149/2022, ha modificato anche la disciplina dell’arbitrato per adeguare l’istituto all’evoluzione interpretativa operata dalla giurisprudenza e per renderlo più attrattivo e fruibile agli operatori.

A seguito della riforma, a tutti i procedimenti di arbitrato instaurati a partire dal 28 febbraio 2023 si applicheranno le seguenti novità:

i- equiparazione degli effetti sostanziali della domanda di arbitrato a quelli della domanda giudiziale sancito in via definitiva dalla riforma;

ii- rafforzamento del principio di imparzialità ed indipendenza degli arbitri, che possono adesso essere ricusati per gravi ragioni di convenienza; secondo la nuova disciplina gli arbitri saranno tenuti a rilasciare, contestualmente all’accettazione della nomina, una dichiarazione che contenga tutte le circostanze di fatto rilevanti, salvo nullità dell’accettazione;

iii- attribuzione agli arbitri del potere di emanare provvedimenti cautelari nelle sole ipotesi di espressa volontà delle parti in tal senso, manifestata nella convenzione di arbitrato o in atto successivo, purché anteriore all’instaurazione del giudizio arbitrale. I provvedimenti cautelari emessi dagli arbitri saranno reclamabili dinnanzi alla Corte d’appello competente, mentre l’attuazione delle misure cautelari dovrà svolgersi sotto il controllo del tribunale;

iv- la translatio iudicii: è prevista la possibilità, in tutte le ipotesi in cui viene negata la competenza (dal giudice in favore dell’arbitro e viceversa) di mantenere salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda attraverso la predisposizione ad opera delle parti di tutte le attività necessarie all’instaurazione del processo, da compiersi entro tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia di primo grado che declina la competenza;

v- scelta della legge applicabile: è ora espressamente previsto – nonostante fosse già di pacifica applicazione – che le parti possano indicare nella convenzione di arbitrato o con atto scritto anteriore all’instaurazione del giudizio arbitrale le norme o la legge straniera quale legge applicabile al merito della controversia;

vi- riduzione del termine lungo per l’impugnazione del lodo: prima della Riforma, l’impugnazione si proponeva nel termine di novanta giorni dalla notificazione del lodo (c.d. termine breve), davanti alla corte d’appello nel cui distretto era posta la sede dell’arbitrato, purché entro un anno dalla data dell’ultima sottoscrizione del lodo oggetto di impugnazione (c. d. termine lungo). Quest’ultimo termine è stato ora dimezzato a sei mesi dalla data di ultima sottoscrizione del lodo;

vii- è ora prevista l’efficacia immediatamente esecutiva del lodo straniero con possibilità di opposizione: in tal caso il consigliere istruttore, su istanza dell’opponente, quando ricorrono gravi motivi può, con ordinanza non impugnabile, sospendere l’efficacia esecutiva o l’esecuzione del lodo;

viii- arbitrato societario: una delle novità più rilevanti riguardo l’arbitrato societario è la possibilità degli arbitri di emettere ordinanze volte alla sospensione dell’efficacia di delibere assembleari (nelle controversie aventi ad oggetto la validità delle stesse), possibilità espressamente preclusa prima della riforma.

ix) Le parti sono libere di scegliere le norme procedurali che regolano la controversia (cd lex arbitri) indicandole nella convenzione di arbitrato. In mancanza di scelta si farà riferimento alle norme arbitrali applicabili presso la sede dell’arbitrato.

Le nuove regole sull’arbitrato previste dalla riforma Cartabia possono quindi entrare in gioco in tali situazioni anche nel contesto di un #arbitrato internazionale.

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Marcello

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Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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