Australia, adottata la nuova legge modificativa della normativa sul franchising: cosa cambia

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

L’Australia offre ottime opportunità per lo sviluppo e l’espansione di un business, grazie non soltanto ad una posizione geografica strategica al confine con l’Asia, ma soprattutto allo sviluppo economico in costante aumento.

Tale circostanza, unitamente alla presenza di diversi accordi multilaterali di libero scambio (si pensi al RCEP), rende inoltre l’Australia un’area di notevole importanza strategica per gli imprenditori che abbiano intenzione di accedere più facilmente ai mercati asiatici ed espandersi, soprattutto con riferimento ai sistemi di franchising.

Il contratto di franchising viene disciplinato in Australia dal Regolamento sulla Concorrenza e il Consumo del 2014, il quale costituisce un vero e proprio Codice di condotta obbligatorio che trova applicazione anche nei confronti dei franchisor esteri.

La normativa così delineata ha inoltre recentemente subito rilevanti modifiche, le quali sono state pubblicate il 1° giugno 2021. Tra le più significative, si segnala:

informativa, c.d. disclosure, ossia le informazioni che il franchisor deve necessariamente fornire al potenziale franchisee. Il franchisor deve ora: fornire al potenziale franchisee una “scheda aspetti chiave”, riepilogativa delle informazioni contenute nel documento informativo; divulgare al potenziale franchisee, nel documento informativo, ulteriori informazioni relative a spese in conto capitale, fondi di marketing, sconti e informazioni sugli utili; e comunicare se intende sublocare i locali al potenziale franchisee, fornendo in anticipo il contratto di locazione;

contenuto del contratto: vengono posti dei divieti sul contenuto del contratto di franchising, il quale d’ora in poi:

i. non può richiedere ad un franchisee di sostenere spese in conto capitale significative per tutta la durata del contratto;

ii. non può richiedere ad un franchisee di pagare qualsiasi spesa legale del franchisor per la preparazione, la negoziazione o l’esecuzione del contratto di franchising;

iii. non può consentire al franchisor di variare unilateralmente il contratto con effetto retroattivo, senza il consenso del franchisee;

risoluzione del contratto: il periodo di “ripensamento” (c.d. cooling-off) successivo alla stipula di un contratto di franchising, durante il quale il franchisee può recedere, viene ampliato da 7 a 14 giorni;

risoluzione alternativa delle controversie: viene introdotto un meccanismo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) più esaustivo in base al quale tutti gli accordi di franchising devono prevedere la possibilità di ricorrere alla mediazione e alla conciliazione, o alternativamente all’arbitrato.

Inoltre, si segnala che, oltre al rispetto del Codice, esistono in Australia diverse leggi e pratiche commerciali che devono essere seguite e rispettate, le quali possono variare a seconda del diverso tipo di business considerato. È quindi essenziale effettuare un’accurata analisi preliminare e predisporre contratti il più possibile dettagliati, che rispettino la normativa e gli usi locali.

#focusAustralia #franchisingAustralia #franchising #franchisinginternazionale #contrattiinternazionali #affariinternazionali #contenziosointernazionale #commerciointernazionale #fareaffariinsicurezza

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*