Blockchain: a cosa serve? A tutelare e promuovere il Made in Italy nei mercati globali

Ultimamente si parla molto di Blockchain. Nel pensiero collettivo si ha la percezione che si tratti di una innovazione tecnologica che cambierà sensibilmente il mondo del lavoro. Senza però comprendere esattamente in che cosa e per quali ragioni .

Blockchain (letteralmente “catena di blocchi”) è una struttura dati condivisa e immutabile. Un registro digitale le cui voci sono raggruppate in blocchi, concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia.

Fino qui si tratta di un linguaggio per addetti ai lavori. Meglio partire dal pratico:

Esistono oggi applicazioni della Blockchain che potrebbero rivelarsi concretamente utili per le imprese italiane?

Sì, esistono nel settore del Fashion e dell’Agrifood.

Il potenziale digitale della Blockchain infatti può svolgere un ruolo fondamentale per tutelare la qualità dei nostri prodotti e delle nostre idee ed aumentare l’export italiano, nonostante  un contesto globale complesso, i dazi di Trump e la concorrenza sleale del falso Made in Italy.   

Se il brand #MadeInItaly è sinonimo di qualità e sicurezza ad oggi i processi di controllo attuati non sempre forniscono garanzie sulla completa trasparenza della catena di approvvigionamento: conseguentemente consumatori e importatori potrebbero non avere la certezza/garanzia dell’italianità del prodotto che giustifica il costo più elevato dei prodotti nostrani, soprattutto all’estero e in particolare se soggetti a dazi.

La Blockchain -attraverso la crittografia- traccia in modo sicuro ed immutabile tutte le transazioni effettuate lungo una determinata filiera.

In tal modo si ostacolano le contraffazioni e si generano nuove connessioni tra attori dello stesso ecosistema nonché fiducia reciproca tra produttori e consumatori: un circolo virtuoso di visibilità e fiducia che semplifica fasi complicate e costose.

Grazie alla blockchain il consumatore finale o l’importatore avrà libero accesso a tutte le informazioni necessarie per un acquisto consapevole ed il Made in Italy potrà rispondere alla richiesta di qualità e trasparenza di clienti sempre più sensibili alla sostenibilità ambientale e all’etica della produzione.

Per queste ragioni il Ministero dello Sviluppo Economico insieme con IBM sta lavorando al progetto pilota “La Blockchain per la tracciabilità del Made in Italy”.

Un primo prototipo basato su piattaforma Blockchain -messa a disposizione delle aziende partecipanti via Cloud- è già stato elaborato. Come caso di riferimento è stato scelto quello di un’azienda che emette al suo fornitore un ordine per un lotto di lino, verifica che la fibra sia certificata come biologica e ne realizza delle camicie per un particolare brand.

Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un’email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell’evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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