Brexit e contratti commerciali: quali sono le principali novità?

Come già analizzato su questo blog, diversi sono gli effetti della Brexit sugli accordi commerciali tra imprese. Dopo aver analizzato l’impatto sulla supply chain, oggi il focus è nello specifico sui contratti commerciali.

L’Italian Trade Agency è intervenuta al riguardo, fornendo un elenco di quelle che sono le principali “aree di rischio” alle quali prestare attenzione nel concludere contratti con controparti inglesi o nel rivedere quelli già esistenti.

Aumento delle barriere commerciali e fluttuazioni valutarie

La Brexit determinerà quasi certamente un aumento delle barriere commerciali, di conseguenza diventerà necessario instaurare controlli doganali per le merci in transito tra UK e Ue. Tale circostanza determinerà necessariamente ritardi e un aumento dei costi per le imprese che operano con il Regno Unito.

In tal senso, risulta importante valutare l’impatto commerciale che tali ritardi avranno sugli accordi conclusi con imprese inglesi ed eventualmente rinegoziare alcune disposizioni in materia (ad esempio, è verosimile che negli accordi futuri un’impresa italiana che esporta merce nel Regno Unito aumenterà il prezzo dei materiali per adeguarsi ad eventuali dazi e tariffe).

Da non sottovalutare inoltre le possibili fluttuazioni che la sterlina subirà nei prossimi mesi, di conseguenza nei nuovi contratti – e, se possibile, anche in quelli esistenti – sarà opportuno considerare la gestione del rischio di tali future variazioni di valore.

Legge applicabile e foro competente

Per quanto riguarda il diritto contrattuale inglese, va detto che questo non dovrebbe essere influenzato dalla Brexit, con la conseguenza che i rapporti in corso che prevedono quale legge applicabile o quale foro competente quello inglese, non dovrebbero subire importanti variazioni.

Tuttavia, le aziende dovrebbero valutare attentamente come eventuali futuri cambiamenti di legge vengono attualmente regolati dagli accordi esistenti, e dunque come regolarli nei rapporti futuri.

A titolo di esempio, l’Italian Trade Agency prospetta la possibilità di inserire all’interno degli accordi delle clausole specifiche – c.d. clausole Brexit attraverso le quali prevedere l’attivazione automatica di determinati diritti ed obblighi per le parti nel caso in cui si realizzino determinate circostanze (quali ad esempio un cambio di legge applicabile al contratto, o l’inserimento di nuovi dazi e tariffe che vadano a modificare l’equilibrio contrattuale).

In conclusione, per le aziende italiane che abbiano rapporti contrattuali in corso con partner inglesi, sarà fondamentale nei prossimi mesi condurre una revisione dei contratti esistenti e predisporre in maniera accorta i contratti futuri, tenendo in considerazione in particolare come la Brexit influenzerà i rapporti commerciali in corso e dunque intervenendo con le dovute rinegoziazioni e/o modifiche degli stessi.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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