Brexit e “opere di design”: come tutelare i modelli/progetti non registrati

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Una volta trascorso il c.d. “periodo di transizione” della Brexit ed entrato in vigore il nuovo EU-UK Trade and Cooperation Agreement (TCA), tra i vari settori colpiti dai cambiamenti vi è anche quello della proprietà intellettuale e, più nello specifico, il modo in cui le c.d. opere di design verranno tutelate nel Regno Unito.

Sebbene, come già analizzato, formalmente il TCA non richieda ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale di intraprendere alcuna azione immediata, l’uscita del Regno Unito dall’Ue ha nondimeno lasciato un panorama relativo alla tutela di tali diritti particolarmente difficile da gestire.

Da un lato, tutti i marchi e le “opere di design” dell’Ue registrati prima del 31 dicembre 2020 sono stati automaticamente “clonati” nel registro dei marchi del Regno Unito con la denominazione di “marchio/progetto comparabile (UE)” – con la conseguenza che il marchio/progetto “clonato” gode di uguali diritti per uguali beni e servizi forniti nell’Ue e nel Regno Unito.

Tuttavia, sarà opportuno verificare che tali diritti già “clonati” appaiano correttamente nel registro del Regno Unito. Inoltre, per le richieste di registrazione non ancora concluse nel 2020, i richiedenti possono, entro il 30 settembre 2021, beneficiare di tale “clonazione” del marchio/design, ottenendo in questo modo un marchio/progetto comparabile Ue.

Dall’altro lato, maggiori problemi sorgono con riguardo alla tutela di disegni/progetti e modelli non registrati.

In particolare, il progetto non registrato (Unregistered Community Design, UCD) non gode più di protezione all’interno del Regno Unito, e ciò non sembra essere cambiato neanche con l’introduzione di una nuova formula di protezione, la quale disciplina i progetti non registrati come Continuing Unregistered Design (CUD), fornendo loro una tutela tuttavia non sufficiente.

Di conseguenza, i titolari dei diritti di “design” devono porre particolare attenzione a quali diritti sono stati riconosciuti automaticamente dopo la Brexit e quali invece non sono ricompresi nella tutela garantita nel Regno Unito, richiedendo viceversa ulteriori passaggi (e quindi le eventuali scadenze chiave da rispettare, come quella del 30 settembre 2021).

Inoltre, nel caso di diritti non ancora clonati, occorrerà valutare attentamente, in base agli obiettivi aziendali, se sia preferibile rinunciare al processo di clonazione.

Le imprese dovranno poi prestare particolare attenzione alle strategie commerciali, le quali dovranno essere aggiornate anche alla luce della tutela garantita alle “opere di design” (si consideri ad esempio l’impatto del grado di tutela delle opere di design sulle strategie di divulgazione di eventuali segreti commerciali).

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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