Case History. Arbitrato Internazionale: la difesa di un fornitore italiano contro una esorbitante richiesta di risarcimento danni di un distributore francese a seguito della cessazione della relazione commerciale

Paesi: Francia, Svizzera, Iran e Italia

Industry: Life Science 

Field: Arbitrato internazionale – Contratto di distribuzione internazionale- Distribuzione Francia / territorio contrattuale: Iran- Recesso – Richiesta di risarcimento danni   

La nostra assistita, una società operante nel settore Life Science, perfezionava con una società a responsabilità limitata (“SARL”) con sede in Francia, due contratti di distribuzione internazionale (denominati “contrats d’importation exclusive”) in lingua francese aventi ad oggetto la vendita dei propri prodotti di due marchi diversi sul mercato iraniano. 

Dopo circa tre anni dall’inizio del rapporto, il fornitore italiano decideva di recedere dai contratti in corso, a causa del notevole calo degli ordini di acquisto e di ritardi nei pagamenti, mediante lettera inviata via e-mail. 

Successivamente la società francese – senza intentare alcuna negoziazione stragiudiziale con il fornitore italiano- promuoveva un Arbitrato Internazionale davanti alla Camera di Commercio di Parigi chiedendo un’esorbitante somma a titolo di risarcimento dei danni contro il fornitore italiano per rottura ingiustificata del contratto ed altre causali

In estrema sintesi, la cessazione unilaterale del rapporto da parte del fornitore italiano integrava secondo controparte un caso di “rupture brutale des relations commerciales” -particolare fattispecie prevista dal diritto francese che tutela la parte più debole del rapporto – e di abuso di posizione di dipendenza economica (controparte lamentava inoltre diverse altre presunte violazioni contrattuali del fornitore italiano).  

A seguito di una ricostruzione accurata dei fatti le nostre difese si sono svolte essenzialmente sui seguenti punti

1.Il recesso doveva considerarsi pienamente legittimo tenuto conto che: 
– non era stato contestato da controparte  
– era fondato essenzialmente sul mancato raggiungimento degli obiettivi di vendita (minimum orders) e sui mancati pagamenti 
– era stato comunicato osservando un congruo preavviso
– e soprattutto era stato confermato dal comportamento a posteriori tenuto dalle parti  

2. Alla relazione commerciale fondata sui suddetti contratti di distribuzione era applicabile la legge italiana e non come diversamente affermato dalla controparte la legge francese. 

Il procedimento arbitrale, durato poco più di un anno e mezzo compresa la fase preliminare, si è concluso a seguito dello scambio degli atti e dell’udienza di prove testimoniali (cross-examination) in modo pienamente favorevole alla nostra assistita: l’arbitro unico ha infatti accolto pienamente la nostra ricostruzione dei fatti ed ha rigettato integralmente tutte le domande di controparte condannandola altresì al risarcimento integrale delle spese per il procedimento arbitrale e degli onorari di avvocato, oltre al pagamento degli importi dovuti per le fatture insolute e relativi interessi di mora. 

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