Caso Amazon: sanzione record dell’AGCM, oltre 1 miliardo di euro per abuso di posizione dominante

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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Con comunicazione del 9 dicembre u.s., l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana (AGCM) ha reso nota la sanzione da oltre 1 miliardo di euro irrogata al colosso dell’e-commerce Amazon per la violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) in materia di abuso di posizione dominante.

L’accusa principale rivolta ad Amazon è proprio quella di detenere una posizione dominante all’interno del mercato italiano con riguardo specifico all’attività svolta sul c.d. marketplace (sito internet di intermediazione per la compravendita di beni o servizi, il quale raduna sotto uno stesso marchio le merci di diversi produttori).

Tale posizione dominante avrebbe consentito al colosso di fornire il proprio servizio di logistica (Fulfillment by Amazon, “FbA”) ai venditori attivi sulla piattaforma Amazon.it in danno dei  competitors, rafforzando in tal modo la propria posizione dominante.

In particolare, le società della divisione europea di Amazon avrebbero legato l’utilizzo del servizio Logistica Amazon ad una serie di vantaggi ritenuti dall’AGCM lesivi della concorrenza nei confronti di altri operatori (si pensi alla possibilità di usufruire del servizio Prime – garanzia di spedizione rapida e gratuita – o ancora l’adesione ad eventi speciali quali Black Friday, Cyber Monday e Prime Day).

Queste agevolazioni – aumentando le probabilità di visibilità dei venditori sul sito internet – di per sé non rappresentano una violazione delle regole in materia di concorrenza. Tuttavia, a detta dell’AGCM, il fatto che tali agevolazioni vengano garantite unicamente ai venditori che aderiscono al servizio Logistica Amazon è sufficiente ad integrare un abuso di posizione dominante.

Inoltre, ai venditori che utilizzano il servizio Logistica Amazon non viene applicato lo stringente sistema di misurazione delle performance che Amazon viceversa adopera con gli altri operatori, il cui mancato superamento può portare anche alla sospensione dell’account del venditore.

Una simile condotta si pone in contrasto con il dettato dell’art. 102 comma 2 lett. c) TFUE, il quale prevede espressamente, nell’elenco delle pratiche abusive, quella consistente “nell’applicare nei rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza”.

Per questi motivi – tenuto conto anche della durata della condotta tenuta da Amazon, nonché degli effetti sulla concorrenza e delle dimensioni del colosso – l’AGCM ha ritenuto la pratica abusiva in esame particolarmente grave e ha conseguentemente irrogato una sanzione di oltre un 1 miliardo di euro.

Nell’attesa di vedere quali saranno le difese di Amazon – che ha già annunciato di voler presentare ricorso – il consiglio pratico per le aziende che vogliano vendere tramite e-commerce gestito in proprio o tramite marketplace è quello di attuare un’attenta strategia di marketing alle vendite on-line unitamente alla accurata compliance sia con le norme che regolano le vendite on-line B2B e B2C, sia con la normativa antitrust.

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