Cinque consigli pratici per recuperare un credito commerciale in Germania

Per recuperare in tempi rapidi e con efficacia un credito commerciale in Germania occorre lavorare sia in un’ottica di prevenzione già nel momento di perfezionamento del contratto di vendita con il cliente tedesco sia applicare una procedura aziendale ben precisa, secondo le seguenti linee guida:

1.Chiedere informazioni prima di perfezionare la vendita

Quando un acquirente tedesco invia un ordine di acquisto al venditore italiano si chiude una prima fase di un di norma lungo e complesso processo di marketing e commerciale che ha richiesto profusione di risorse e grande impegno.

La tendenza per alcune imprese (e non mi riferisco solo alle PMI) potrebbe essere quella di sorvolare su certi aspetti che appaiono burocratici, ma che in realtà sono di sostanza.

Esempio: sull’email del compratore che ha ordinato 10000 T-shirts per runners potrebbe comparire in bella evidenza nell’intestazione dell’email e nel nome di dominio una denominazione di fantasia, ad esempio “Supersport” che non è la denominazione sociale del compratore iscritta nel registro delle imprese tedesco.

In questo caso perfezionare la vendita intestando contratto e fattura al nome di fantasia è un errore che creerà problemi nella successiva fase di recupero del credito e non solo. 

Occorre quindi sempre chiedere all’acquirente (anche facendosi fornire un estratto del registro delle imprese relativo alla società/impresa):

i. la denominazione sociale esatta della società 

ii. il nome del titolare nel caso l’acquirente sia un’impresa individuale o se si tratta di una GbR (società di diritto civile) l’indicazione dei nomi dei singoli soci

Nel caso non si seguano queste semplici linee guida si correrà il rischio di intestare il contratto di vendita e di emettere fatture verso un soggetto non corretto, con conseguenti implicazioni (e sanzioni) fiscali, creando incertezze nel rapporto contrattuale e, per quanto qui rileva, perdere tempo (e sopportare ulteriori costi) per prendere informazioni a pagamento da società specializzate sul soggetto giuridico contro il quale si vuole procedere per il recupero del credito.

2.Metodi di pagamento

In Germania assegni e cambiali (queste ultime peraltro sono poco utilizzate in Germania) non sono mezzi sicuri di pagamento. Infatti, assegni e cambiali protestati, a differenza dell’Italia, non costituiscono un titolo esecutivo per procedere con il pignoramento dei conti del debitore tedesco senza discutere nel merito della causa.

3.Riserva di proprietà in Germania

Un ottimo strumento in Germania per cautelarsi preventivamente nel caso il debitore sia in seguito sottoposto ad una procedura fallimentare è quello di concordare all’atto della vendita un patto di riservato dominio nella conferma d’ordine o nelle condizioni generali di vendita (in entrambi i casi devono essere accettate dal cliente, anche solo via email).

Si evidenzia che non è sufficiente indicare la riserva di proprietà solo in fattura in quanto documento predisposto unilateralmente dal venditore in esecuzione del contratto di vendita. Se la riserva di proprietà sulla merce oggetto di vendita è validamente pattuita si potrà richiedere alla procedura fallimentare la restituzione della merce ancora giacente presso i magazzini del debitore.

Esiste poi la possibilità di una maggiore tutela formulando ad esempio la clausola di riserva di proprietà in forma più estesa (cd riservato dominio prolungato) al fine di ottenere dai clienti del debitore la cessione dei crediti e quindi il pagamento relativo alle merci vendute dal venditore al compratore.  

4. Solleciti di pagamento – trasmissione pratica al legale

Nel caso l’acquirente non rispetti le scadenze pattuite per il pagamento della merce oggetto di precedenti vendite si consiglia di sospendere le ulteriori consegne e di attendere il saldo dello scaduto. I termini di pagamento usuali in Germania sono in media tra i 30 ed i 60 giorni.

Immediatamente dopo la scadenza del termine di pagamento, conviene quindi inviare un sollecito indicando un termine ben preciso scrivendo ad esempio: si invita ad eseguire il pagamento entro il 31.12.2020.

Un debitore tedesco in carenza di liquidità, così come quello italiano, tenderà a soddisfare per primi i propri creditori tedeschi più vicini e pressanti, lasciando indietro quelli esteri. In Germania di prassi si incarica l’avvocato del recupero del credito al più tardi un mese dopo la scadenza dell’ultimo termine di pagamento.

5.Documenti necessari per procedere con il recupero del credito

Nel caso che dopo un sollecito di pagamento infruttifero si debba procedere con il legale è essenziale disporre dei seguenti documenti e consegnarli al proprio legale di fiducia:

i) ordine di acquisto

ii) conferma d’ordine

iii) copia delle fatture di vendita

iv) documenti di consegna firmati dall’acquirente (ddt, CMR)

v) copia del sollecito di pagamento

vi) eventuale corrispondenza intercorsa tra le parti che possa eventualmente provare il riconoscimento del debito.

L’avvocato una volta studiata la documentazione invierà al debitore un’ultima diffida ad adempiere stragiudiziale indicando un breve termine di pagamento con addebito delle spese legali per il suo intervento. Qualora il cliente non dovesse pagare entro questo termine, si procederà con la richiesta di un decreto ingiuntivo europeo presso il foro eletto dalle parti o previsto dalla legge oppure tramite un decreto ingiuntivo “tedesco” in Germania presso il competente foro tedesco.


Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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