Concluso il Summit del Gruppo ASEAN 2019. Prospettive di business nel Sud-Est asiatico per l’export italiano ed europeo.

Si è concluso ieri a Bangkok (Thailandia) il 35esimo summit del Gruppo ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud Est asiatico composta da Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Tailandia e Vietnam.

Scopo principale dell’ASEAN è quello di promuovere lo sviluppo economico dei Paesi Membri.

Al recente Meeting di Bangkock, si sono conclusi i negoziati che porteranno alla sottoscrizione nel 2020 dell’accordo di libero scambio commerciale tra i 10 Paesi ASEAN ed i suoi 5 Partners: Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, chiamato Regional Comprehensive Economic Partnership (“RCEP Agreement”). Un mercato che vale un terzo della popolazione mondiale.

La notizia più rilevante del Summit thailandese è stata senz’altro la decisione dell’India di non aderire all’accordo multilaterale di libero scambio commerciale (RCEP Agreement), dopo aver partecipato a 7 anni di negoziati, per ragioni puramente economiche (principalmente non intende vedersi invasa da prodotti cinesi a basso costo).

È noto ormai che l’Unione Europea –anche a causa delle politiche dei dazi del tradizionale partner nordamericano– guarda alle opportunità asiatiche sempre con maggior intensità e sta cercando da tempo di negoziare un accordo commerciale con l’intero Gruppo ASEAN, per il momento senza risultati rilevanti soprattutto a causa della distanza su standard ambientali e sociali.

Ciò non ha tuttavia impedito all’Unione Europa di procedere con accordi bilaterali con i singoli paesi membri dell’ASEAN di notevole importanza strategica. In questi ultimissimi mesi sono così stati conclusi gli accordi con Singapore e Vietnam, stanno avanzando i negoziati con Indonesia e Malesia e si è riaperta la trattativa con la Tailandia.

Si stima che tali accordi porteranno ad un rilevante aumento delle esportazioni verso i Paesi ASEAN che rappresentano un mercato di massimo interesse: 650 milioni di persone, il 70% delle quali in età da lavoro e il 65% delle quali saranno parte della classe media nel 2030, con una crescita media superiore al 5% nei prossimi 5 anni secondo le stime dell’OCSE.

Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin

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