Contratti internazionali: i motivi per puntare sul Giappone post Covid e alcuni tips legali.

Proseguono i buoni rapporti tra il Sistema Italia ed il Giappone. Anche e soprattutto in un’ottica di internazionalizzazione delle imprese italiane post covid.

Segnali certamente positivi erano arrivati già ben prima della Pandemia: nel 2019 a seguito della sottoscrizione dell’Accordo di Partenariato Economico tra Giappone e l’Unione Europea, il nostro export è cresciuto del 19% nel 2019 nel Sol Levante (e, va detto, anche a marzo il nostro export ha tenuto le posizioni, a fronte dei cali a doppia cifra di Germania, Francia e Regno Unito). 

Per questa ragione i poli istituzionali italiani (ambasciata, @Ice, Consolato Generale a Osaka, Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, @Enit, Banca d’Italia, Camera di Commercio e Ministero della Difesa) stanno promuovendo e calendarizzando iniziative strategiche nella terza economia del mondo considerata di prioritaria importanza strategica in vista dell’auspicato ritorno alla normalità.

Il programma degli eventi (in costante aggiornamento liberamente consultabile su internet) per il rilancio dell’Italia in Giappone tra giugno e il gennaio 2021 prevede un progressivo passaggio dal virtuale/online al reale.

I settori maggiormente interessati: Agro-alimentare, moda e arredamento rappresentano senz’altro settori del Made in Italy già forti in Giappone prima della Pandemia, ma gli sforzi si concentreranno anche su altri settori come le biotecnologie, l’intelligenza artificiale, la robotica, le energie rinnovabili, l’aero-spazio e le tecnologie medicali applicate alla ageing society.

Fiere ed eventi: oltre alle fiere online e di B2B inizia ad essere possibile per le aziende italiane organizzare minifiere in sede con l’esibizione “concreta” dei loro prodotti per la potenziale clientela giapponese.

La speranza è che dopo l’estate tutte le numerose iniziative possano svolgersi “offline” grazie al contenimento dell’epidemia e alla riapertura delle frontiere (tra cui il megaevento “Italia Amore Mio” l’Italian Innovation Day ed il primo Forum bilaterale integrato sulle tecnologie avanzate.

Ingenti risorse pubbliche in campo per il rilancio giapponese: il Governo giapponese ha erogato 900 miliardi di euro per la ripresa economica con un ulteriore budget supplementare di spesa pubblica pronto ad essere erogato; a ciò si aggiungano le rinviate Olimpiadi 2021 che potranno altresì fornire importanti opportunità di business.

Dal punto di vista legale, nonostante il Giappone rappresenti uno dei Paesi più sviluppati al mondo (G-7) e abbia un sistema giuridico equo, è opportuno che l’espansione commerciale sia supportata da strategie contrattuali adeguate.

Ad esempio, con riferimento alla scelta di come risolvere eventuali controversie, durante la negoziazione di un contratto di licenza per l’utilizzo di un marchio di moda tra concedente italiano e licenziatario giapponese, sarà opportuno valutare, in base al caso di specie e con l’ausilio di un consulente esperto, se prevedere il ricorso ad un arbitrato internazionale attraverso l’introduzione nel contratto di una clausola arbitrale ad hoc (il Giappone ha ratificato la Convenzione di New York del 1958) in luogo del giudice nazionale italiano o giapponese (una sentenza del giudice italiano -e viceversa- potrebbe non essere riconosciuta e quindi non esecutiva per contrarietà all’ordine pubblico oppure comportare alti costi di traduzione ed una dilatazione eccessiva dei tempi).

Avv. Massimiliano Gardellin
Avv. Luca Davini   

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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