Contratto di agenzia e indennità di fine rapporto: quando spetta al sub-agente?

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


Su questo blog abbiamo scritto diffusamente sulle condizioni che devono essere soddisfatte secondo la Direttiva CEE 86/653 affinché l’agente ottenga l’ indennità di fine rapporto al termine del contratto di agenzia. Con la sentenza  C-593/21, NY c. Herios Sarl la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata sul caso particolare del diritto di un sub-agente di ricevere l’indennità di fine rapporto dal suo preponente (cioè l’agente principale) nel caso in cui il subagente, dopo la cessazione del contratto con l’agente principale, concluda un contratto di agenzia direttamente con il preponente.

La vicenda nasce dalla conclusione di un contratto di agenzia commerciale tra la società belga Herios (agente) e la società tedesca Poensgen (preponente), avente ad oggetto la promozione delle vendite in esclusiva dei prodotti di Poensgen in Belgio, Francia e Lussemburgo. La Herios sottoscriveva poi un contratto di agenzia con la NY, in forza del quale la Herios diveniva quindi preponente di NY e NY agente commerciale di Herios, con l’incarico di trattare la vendita dei prodotti della Poensgen nel territorio dei suddetti Stati membri.

Dopo 9 anni di relazione contrattuale, Poensgen recedeva a fine 2016 dal contratto con Herios. Herios a sua volta, dopo circa due mesi, risolveva il contratto con NY. Successivamente Poensgen e Herios concordavano il pagamento di un’indennità di fine rapporto in favore di Herios.

NY, che nel frattempo era diventata agente di Poensgen, chiedeva il pagamento di un’indennità di cessazione del rapporto a Herios, valutata con riferimento al fatturato che la Herios aveva realizzato nel 2016 grazie ai nuovi clienti acquisiti. NY citava la Herios in giudizio per ottenere il pagamento dell’ indennità.

La sentenza di primo grado accoglieva la domanda di NY. Per contro, la Cour d’Appel de Liège (Corte d’appello di Liegi, Belgio) la riformava con sentenza del 16 gennaio 2020 e stabiliva che non era dovuta alcuna indennità di cessazione del rapporto a NY, la quale impugnava la sentenza dinnanzi alla Cour de Cassation belga (il giudice del rinvio).

La questione giungeva infine all’attenzione della Corte di Giustizia Europea in merito all’ interpretazione dell’art. 17, paragrafo 2, lettera a), primo trattino della direttiva 86/653 per comprendere se  “l’indennità di cessazione del rapporto percepita dall’agente principale nella misura della clientela procurata dal sub-agente possa costituire, in capo all’agente principale, un sostanziale vantaggio qualora detto sub-agente sia divenuto l’agente principale del preponente”.

L’art. 17 par. 2, lettera a) della direttiva CE 86/653 prevede, infatti, il diritto dell’agente di ottenere un’indennità e nella misura in cui costui:

I. abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente abbia ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti

II. il pagamento di tale indennità sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso.

La Corte nella sua pronuncia chiarisce che il concetto di “sostanziale vantaggio” ai sensi dell’art. 17 deve includere tutti i benefici che il preponente trae dagli sforzi dell’agente, dopo la cessazione del contratto. Pertanto, nel caso in esame l’indennità corrisposta dal preponente all’agente principale in relazione alla clientela apportata dal sub-agente costituirebbe, per l’agente principale, un vantaggio sostanziale.

Tuttavia, la CGUE precisa che è necessario determinare se la peculiarità del caso concreto che il subagente sia diventato egli stesso agente del preponente principale, produca effetti sul suo diritto a ricevere l’indennità prevista da tale disposizione.

A questo proposito, la Corte di Giustizia ha esaminato il secondo trattino dell’art. 17, par. 2, lettera a), che fa riferimento al criterio di “equità” nella determinazione dell’indennità da corrispondere: citando la relazione sull’applicazione dell’articolo 17 della direttiva 86/653, conclude che, se l’agente continua a rispondere alle esigenze degli stessi clienti per gli stessi prodotti, ma per conto di un altro preponente, il pagamento di un’indennità sarebbe iniquo, atteso che il danno che essa è volta a riparare non sussiste, dato che l’agente non perde il beneficio della propria clientela.

Pertanto, qualora il sub-agente prosegua la propria attività di agenzia commerciale nei confronti degli stessi clienti e per gli stessi prodotti, ma nell’ambito di un rapporto diretto con il preponente principale, dopo aver sostituito l’agente principale che lo aveva precedentemente incaricato, tale sub-agente non subisce alcuna conseguenza negativa dalla cessazione del proprio contratto di agenzia commerciale con l’ex agente principale e non ha quindi diritto all’ indennità di fine rapporto.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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