Contratto di agenzia in Francia: recente sentenza sull’indennità di fine rapporto

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


In un recente caso in materia di agenzia, in Francia, il preponente contestava al suo agente di aver rappresentato un concorrente durante l’esecuzione del contratto di agenzia. L’agente sosteneva che questa attività era nota al preponente da molto tempo e quindi in sostanza era stata tollerata. Diversi anni dopo il preponente modificava il contratto per vietare all’agente di rappresentare l’impresa concorrente. Non tollerava quindi più rispetto al passato il fatto che l’agente operasse anche per un proprio concorrente.

Secondo costante giurisprudenza francese, l’esercizio dell’attività di agenzia per il concorrente, svolta a seguito dell’intervenuta modifica contrattuale, integra una grave violazione del contratto da parte dell’agente, tale da giustificare l’immediata risoluzione del rapporto di agenzia.  

La novità introdotta dalla sentenza della Corte di Cassazione francese, (Camera Commerciale, 16.11.2022) consiste nell’assunzione di una diversa posizione rispetto a quella precedentemente tenuta, allo scopo di allinearsi alla giurisprudenza della Corte di Giustizia della UE. Infatti, nel caso in esame:

il grave inadempimento contrattuale commesso dall’agente nel corso del contratto non lo priva del diritto all’indennità di cessazione del rapporto, poiché nella lettera di risoluzione inviata dal preponente non vi era alcun riferimento a tale inadempimento (era stato scoperto solo in seguito alla risoluzione del rapporto).  

Questa soluzione contrasta con la giurisprudenza classica francese, secondo la quale, il fatto che il preponente abbia cercato di far valere le violazioni scoperte dopo la risoluzione del contratto di agenzia, non impedisce a quest’ultimo di farle valere in sede di accertamento della colpa, purché siano state commesse durante l’esecuzione del contratto.

Il mutamento giurisprudenziale trova la sua matrice nell’interpretazione giurisprudenziale della Corte di Giustizia, tra cui si annovera la sentenza del caso Volvo del 2010 in cui la Corte afferma che un agente non può essere privato del suo diritto all’indennità di fine rapporto per un inadempimento contrattuale accertato dal preponente dopo la notifica della risoluzione del contratto con preavviso.

La necessità di allineare il diritto francese e la giurisprudenza francese a quella di matrice europea è stata rafforzata da una successiva sentenza della Corte di Giustizia, nella causa C-645/16 Conseils et Mise en Relations (SARL), secondo la quale è esclusa qualsiasi interpretazione dell’articolo 17 della direttiva Direttiva 86/653/CEE, relativo al diritto all’indennità di cessazione del rapporto, che possa rivelarsi a svantaggio dell’agente.

Secondo la recente interpretazione di matrice europea lo status di “agente” si avvicina a quello del lavoratore dipendente. Ciò rende consigliabile per il preponente monitorare con attenzione l’attività dell’agente documentando scrupolosamente qualsiasi sua violazione degli obblighi contrattuali (ad esempio la violazione del patto di non concorrenza o altro inadempimento di particolare gravità) per far valere tali violazioni nella lettera di risoluzione del contratto di agenzia allo scopo di evitare il versamento dell’indennità di fine rapporto all’agente inadempiente.  

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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