Contratto di agenzia internazionale regolato dalla legge danese: un preponente italiano può far sottoscrivere una SOP all’agente danese? Una recente pronuncia della Suprema Corte danese sul tema.

In un caso concernente un contratto di agenzia tra due controparti con sede in Danimarca, operanti nel settore dell’industria farmaceutica, la Suprema Corte danese si è di recente pronunciata sulla possibilità per il preponente di far sottoscrivere una Standard Operating Procedure (anche denominata “SOP”) al suo agente.

In linea generale, le Standard Operating Procedure costituiscono un manuale di istruzioni, prevalentemente utilizzato all’interno delle aziende, che possono regolare, a seconda dei casi, diversi aspetti del rapporto lavorativo con lo scopo di ottimizzarlo e renderlo più efficiente.

Nel caso di specie deciso dalla Suprema Corte danese, trascorsi due anni e mezzo dalla stipula del contratto di agenzia commerciale, il preponente inviava all’agente una SOP da sottoscrivere al fine di implementare una procedura di lavoro che potesse migliorare l’organizzazione delle vendite.

In risposta l’agente danese:

i) da un lato rifiutava di sottoscriverle sostenendo che le condizioni e le procedure ivi previste limitavano in maniera eccessiva la propria indipendenza dal preponente;

ii) dall’altro formulava, nell’ottica di aprire una discussione con il proprio partner commerciale, diverse richieste di chiarimenti sulle condizioni previste nella SOP senza tuttavia ricevere alcun riscontro da parte del preponente.

In seguito, il preponente recedeva dal contratto di agenzia per inadempimento contrattuale dell’agente fondato sul rifiuto di sottoscrivere la SOP.

Dal punto di vista del preponente infatti:

i) la sottoscrizione di SOP tra agente e preponente in un contratto di agenzia commerciale non è una pratica inconsueta; e

ii) le condizioni previste nella SOP non erano particolarmente gravose per l’agente.

Di conseguenza l’agente adiva i competenti tribunali danesi per far valere le sue ragioni.

La Suprema Corte danese, con sentenza del 12 marzo 2019 (case 91/2018):

i) ha statuito che la mancata sottoscrizione della SOP da parte dell’agente non integra un’ipotesi di inadempimento contrattuale (ha giocato certamente a favore dell’agente nell’ influenzare la decisione della Corte il comportamento improprio del preponente consistente nel recedere senza neppure rispondere ai dubbi e alle richieste di chiarimento formulategli dall’agente);

e conseguentemente

ii) ha condannato il preponente al risarcimento dei danni all’agente per recesso ingiustificato del contratto.

Ne consegue che, alla luce della sentenza esaminata, l’esportatore italiano che intende implementare procedure di lavoro SOP per migliorare l’organizzazione e le vendite in Danimarca tramite l’agente locale dovrà prestare molta attenzione a sottoporre una SOP all’agente perché la mancata sottoscrizione da parte di quest’ultimo potrebbe non essere considerata una ipotesi di inadempimento tale da giustificare il recesso dal rapporto.

Inoltre la sentenza in esame conferma come l’esecuzione dei rapporti internazionali, al di là delle strette norme contrattuali e/o di legge che li regolano, deve sempre essere improntata ai principi di buona fede, lealtà e correttezza da ciascuna delle parti coinvolte.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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