Contratto di agenzia: onere probatorio nel pagamento delle provvigioni

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


Una recente pronuncia della Corte di cassazione (Cassazione civile, ordinanza n. 34690/2023) aiuta a fare chiarezza in merito all’onere probatorio in una controversia inerente al pagamento di provvigioni nel contratto di agenzia.

Nel giudizio promosso dall’agente contro la preponente per il riconoscimento del suo diritto al pagamento delle provvigioni, spetta all’agente dimostrare i fatti che costituiscono la base della richiesta di pagamento. Questo compito può risultare particolarmente impegnativo in quanto l’agente deve non solo dimostrare che gli affari sono stati conclusi dalla preponente, ma anche che sono stati eseguiti regolarmente.

Un ostacolo comune è la mancanza di documentazione in possesso dell’agente, che potrebbe invece trovarsi nelle mani del preponente.

Per sopperire a tale squilibrio, la direttiva 86/653/CEE aveva istituito un diritto per gli agenti di richiedere ed ottenere estratti dei libri contabili per verificare le provvigioni liquidate. Tale diritto è stato recepito nella legge nel 1991, con modifiche al Codice civile. L’attuale art. 1749 c.c. recita infatti: “l’agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni necessarie per verificare l’importo delle provvigioni liquidate ed in particolare un estratto dei libri contabili”.

Nonostante il riconoscimento di questo diritto, la giurisprudenza italiana per lungo tempo ha tendenzialmente disapplicato tale disposizione, considerando l’ordine di esibizione dei documenti come un mezzo di prova ordinario, ammesso solo in circostanze specifiche.

Tuttavia, l’ordinanza n. 34690 del 2023 segna un cambiamento significativo in questa interpretazione, stabilendo chiaramente il diritto dell’agente di richiedere l’esibizione generalizzata dei libri contabili della preponente. Questo diritto è sancito sia dal già menzionato art. 1749 c.c. che dal principio costituzionale della vicinanza della prova.

Con riferimento a quanto disposto dall’art. 1749 c.c. la Corte ritiene «principio di diritto consolidato che in materia di contratto d’agenzia, nel giudizio di accertamento del diritto alla provvigione, l’agente, al quale l’art. 1748 c.c. […] riconosce il diritto di esigere tutte le informazioni necessarie per verificare l’importo delle provvigioni liquidate, ha l’onere di provare che gli affari da lui promossi sono andati a buon fine o che il mancato pagamento sia dovuto a fatto imputabile al preponente, cosicché, qualora quest’ultimo non gli abbia trasmesso i dati e le informazioni necessarie per esercitare i suoi diritti di credito quantificando esattamente negli atti di causa le sue spettanze, il giudice deve, su istanza di parte, emanare nei confronti del preponente l’ordine di esibizione delle scritture contabili ex art. 210 c.p.c.».

Questo riconoscimento del diritto all’esibizione è giustificato anche dal fatto che rappresenta l’unico modo praticabile per l’agente di dimostrare il proprio diritto alle provvigioni, giacché “in tema di contratto di agenzia, la ripartizione dell’onere della prova tra agente e preponente deve tenere conto, oltre che della distinzione della fattispecie sostanziale tra fatti costitutivi e fatti estintivi od impeditivi del diritto, anche del principio – riconducibile all’art. 24 Cost., oltre al divieto di interpretare la legge in modo da rendere impossibile o troppo difficile l’esercizio dell’azione in giudizio – della riferibilità o vicinanza o disponibilità dei mezzi di prova”.

Nella pratica l’ordinanza rafforza il diritto dell’agente di richiedere la documentazione contabile, per verificare le provvigioni liquidate. Se il preponente non fornisce spontaneamente tali informazioni, il giudice, in linea con quanto espresso nell’Ordinanza sopra vista, può dunque emettere ordine di esibizione dei documenti contabili a carico del preponente.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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