Contratto di deposito e foro competente. Un caso deciso dalla Corte di Giustizia UE

In data 14 novembre 2013 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata nell’ambito della causa pendente tra la società austriaca Krejci Lager & Umschlagbetriebs GmbH  e la società tedesca Olbrich Transport und Logistik GmbH.

La Krejci Lager aveva inizialmente adito il Tribunale commerciale di Vienna (Bezirksgericht) al fine di ottenere dalla Olbrich Transport il pagamento del corrispettivo per il deposito di merci di proprietà di quest’ultima in un magazzino situato a Vienna.

La corte viennese aveva respinto il ricorso ritenendo che, in applicazione del Regolamento UE 44/2001 art. 5.1 lett. a), il giudice competente fosse quello del luogo in cui l’obbligazione controversa – ovvero il debito derivante dal mancato pagamento del prezzo del deposito, secondo l’interpretazione data dalla corte austriaca – doveva essere eseguita.

Sempre secondo il Bezirksgericht, detto debito rientrerebbe tra i debiti che possono essere pagati al domicilio del debitore, ai sensi della normativa interna: conseguentemente il foro competente doveva essere individuato nel tribunale tedesco.  

La Krejci Lager aveva in seguito appellato la decisione di primo grado sostenendo che il contratto di deposito – secondo quanto stabilito dal Regolamento UE n. 44 art. 5.1 lett. b) – rientra nella categoria dei contratti di prestazione di servizi e che, pertanto, sarebbe stato competente il tribunale austriaco, in quanto giudice del luogo in cui è stato prestato il servizio.

In risposta alla tesi sostenuta dall’appellante la Olbrich Transport, ribadendo la posizione assunta in primo grado, aveva inoltre dedotto che in ogni caso la sua prestazione era configurabile come pagamento del corrispettivo in esecuzione di un contratto di locazione di immobile.

Il giudice dell’appello ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per la sua soluzione.

La Corte Europea, con ordinanza nella causa C-469/12 (http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=145223&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=181667) ha statuito che il contratto di deposito costituisce un contratto di prestazione di servizi così come prospettato dalla società austriaca e non un contratto di locazione di immobile come invece sostenuto dalla società tedesca.

Peraltro, anche nel secondo caso, hanno precisato i Giudici europei, il Tribunale austriaco sarebbe stato comunque competente in quanto giudice dello Stato in cui l’immobile è situato ex Regolamento UE 44/2001 art. 22.1.

 Avv. Luca Davini e Dott.ssa Giulia Levi

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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