Contratto di distribuzione internazionale: legge applicabile

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Nel contesto generale dei contratti internazionali – e quindi anche con riferimento al contratto di distribuzione internazionale – è purtroppo frequente che gli operatori economici non avvertano l’importanza della problematica legata alla scelta della legge applicabile, ritenuta a torto una questione scarsamente rilevante ai fini dell’”affare”.

Di certo, poi, non aiuta a sovvertire questa erronea convinzione la collocazione tradizionalmente attribuita alla relativa clausola comunemente denominata “Legge applicabile al contratto” la quale, insieme con l’altra fondamentale clausola relativa alla “Risoluzione delle controversie”, viene per prassi “relegata” alla fine di tutti i testi contrattuali maggiormente diffusi.

In realtà, per poter negoziare e concludere contratti chiari che abbiano una buona probabilità di essere eseguiti “spontaneamente,” così da garantire la conclusione e la riuscita dell’affare, la questione della legge applicabile così come quella della risoluzione delle controversie dovrebbero essere prese in considerazione prima di qualunque altra, “rovesciando” così, quantomeno idealmente, l’ordine delle clausole che abbiamo citato.

Ciò detto, venendo alla sostanza della questione, nella maggior parte dei casi la soluzione migliore a disposizione delle parti consisterà nell’individuare la legge applicabile nel contratto stesso, mediante l’introduzione di una clausola di scelta espressa che preveda in alternativa, dopo le opportune analisi circa i principali vantaggi e le principali controindicazioni di ciascuna scelta, la legge del proprio Paese, la legge del Paese della controparte, la legge di un Paese terzo o la cosiddetta lex mercatoria.

Nella pratica, tuttavia, è molto frequente che il contratto nulla disponga sul punto perché le parti, come detto, non avvertono l’importanza del problema oppure perché non sono riuscite a trovare una soluzione condivisa ed hanno preferito non “litigare” su questo aspetto per non compromettere la buona riuscita delle trattative, oppure perché (erroneamente) convinte che, avendo eventualmente inserito la clausola di scelta del foro, questa porti con sé anche la scelta della legge applicabile.

Questa situazione di incertezza non sempre porterà a risultati “graditi”, soprattutto nei casi di contenzioso per inadempimento di uno degli obblighi a carico delle delle parti oppure, in caso di conclusione del contratto alla sua scadenza o per recesso anticipato ad opera del fornitore, qualora il distributore lamenti il diritto ad una indennità, che non era stato preso assolutamente in considerazione dal fornitore sia al momento della stipula del contratto sia nel corso del rapporto.

Occorre infatti tenere in considerazione che, per quanto riguarda un contratto di distribuzione internazionale concluso tra Parti aventi sede nell’Unione Europea, in assenza di scelta si applicherà la legge del Paese di residenza del distributore, la quale potrebbe prevedere, come ad esempio avviene in Belgio dove esiste una legge in materia di distribuzione oppure in Germania per applicazione analogica delle norme in materia di agenzia commerciale, il diritto del distributore ad ottenere un’equa indennità di scioglimento del contratto.

Infine, particolare attenzione dovrà essere dedicata alla circostanza che, seppure in via generale – nel momento in cui le parti di un contratto di distribuzione internazionale abbiano optato per la scelta di una determinata legge – esse saranno tenute alla stretta osservanza di tutte le norme imperative di tale legge e non saranno tenute all’osservanza di eventuali norme imperative di altri Paesi, vi sono delle eccezioni al riguardo.

In casi particolari, infatti, saranno comunque applicabili le norme imperative dell’ordinamento giuridico che è stato escluso con la scelta della legge applicabile, soprattutto con riferimento a quelle norme inderogabili che sono volte alla tutela del contraente “debole”, quale può essere considerato un distributore di beni o servizi.

Da questi brevi cenni, in conclusione, emerge chiaramente come il problema della legge applicabile al contratto di distribuzione debba essere considerata una questione tutt’altro che marginale o puramente teorica, la cui trattazione e soluzione richiede di essere approfondita adeguatamente in fase di negoziazione e stipula del testo contrattuale in modo da prevenire liti future e favorire la conclusione e l’esecuzione dell’affare in assoluta sicurezza.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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