Coronavirus e Franchising Germania: alcuni potenziali impatti delle misure di emergenza emanate dal governo tedesco sui contratti di Franchising.

Dal primo aprile 2020, a seguito dell’approvazione del Bundestag e del Bundesrat, sono entrate in vigore le nuove misure in materia civile, penale e fallimentare (“Corona Mitigation Act”) volte a limitare e regolare gli imprevedibili impatti sul sistema imprese causati dal covid-19.

Quali possono essere gli effetti di tali misure sui contratti di Franchising?

1.La sospensione dei pagamenti delle obbligazioni di durata essenziali per garantire la continuità d’impresa

In linea generale tutte le microimprese (e quindi i Franchisor e Franchisee rientranti nella categoria) sono esonerate dal pagamento delle cd. obbligazioni di durata essenziali per garantire la continuità di impresa (elettricità, gas, acqua, telecomunicazioni, assicurazioni obbligatorie) fino al 30 giugno 2020 (con possibile estensione al 30 settembre 2020) a patto che dimostrino che :

 a) l’impossibilità di pagamento è conseguenza diretta della pandemia, oppure
b) l’effettuare il pagamento determinerebbe la crisi economica dell’impresa.

In questo contesto i Franchisee potrebbero legittimamente richiedere la sospensione dal pagamento delle royalties o delle imposte nonché di altre obbligazioni considerate essenziali?

La legge sul punto non si esprime con chiarezza: occorre quindi svolgere valutazioni prudenti.

Da un lato si potrebbe argomentare che gli obblighi derivanti dal contratto di Franchising costituiscono obbligazioni essenziali di durata e su questa base richiedere la sospensione dei relativi pagamenti; dall’altra parte è però ragionevole sostenere che i mancati pagamenti del franchisee non dovrebbero mettere a rischio lo stato finanziario del Franchisor.

Al fine di evitare futuri contenziosi davanti ai giudici competenti il consiglio è quello di perseguire strategie di soluzioni amichevoli che consentano la prosecuzione della partnership commerciale una volta tornati alla “normalità” attraverso la stipula di patti scritti in aggiunta al contratto (“addendum”).

2.La sospensione della possibilità di risolvere il contratto di locazione commerciale per mancato pagamento dei canoni

I contratti di locazione infatti non potranno essere risolti per il mancato pagamento dei canoni relativi al periodo dall’ 1 aprile 2020 al 30 giugno 2020 (con possibile proroga al 30 settembre 2020) fino al 30 settembre 2022.

Per beneficiare della sospensione è tuttavia essenziale che venga dimostrato che il mancato pagamento è causato dagli effetti della Pandemia COVID-19 ad esempio mediante una dichiarazione giurata o altri mezzi adeguati (quali ad la concessione di sussidi statali o allegando i mancati/ridotti profitti).

Di tale diritto potranno beneficiare anche tutti i Franchisor e i Franchisee -senza limiti dimensionali- presentando ad esempio gli atti autoritativi emanati dal governo che vietano o limitano significativamente la loro attività (ad es. ristoranti o hotel, bar, ecc.).



Anche in questo caso, onde evitare futuri contenziosi, è consigliabile raggiungere soluzioni negoziali amichevoli tramite la stesura di accordi scritti ad integrazione del contratto (aventi ad oggetto la dilazione, la sospensione o la riduzione dei pagamenti nonché disciplinare il pagamento di interessi e penalità, ecc.).

In ogni caso si raccomanda in questa fase di subordinare ogni eventuale pagamento effettuato ad una espressa riserva per poter eventualmente avanzare successivamente diritti restitutori nel caso in cui la futura giurisprudenza tedesca, dando maggior rilievo alla causa concreta del rapporto (cioè ai motivi di stipula del contratto), si esprimesse per la legittimità di un diritto alla riduzione del prezzo durante il periodo delle ordinanze di chiusura in favore di quelle imprese che non hanno potuto svolgere la propria attività lavorativa (con particolare riferimento al settore dell’ospitalità).

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

#contrattiinternazionali #covid19 #coronavirus #affarigermania #franchisinggermania #fareaffariinsicurezza

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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