Corsa allo spazio: opportunità per l’industria italiana e consigli pratici per un business “spaziale” sicuro

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

L’aerospazio Made in Italy è pronto a spiccare il volo con oltre 6 miliardi stanziati al fine di rafforzare sempre di più il ruolo dell’Italia nella corsa allo spazio. Il settore spaziale, infatti, si è rivelato di fondamentale importanza nello scenario globale del prossimo futuro, non solo dal punto di vista economico, ma anche strategico, militare e geopolitico.

Non sorprende quindi che anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) promosso dal Governo Draghi presenti un ambizioso progetto volto a sfruttare le potenzialità di un settore rivelatosi un driver tecnologico e scientifico utile in diversi settori. Dai servizi offerti all’agricoltura (come il precision farming), al monitoraggio delle infrastrutture, all’osservazione dei cambiamenti climatici e dei loro effetti, fino al settore militare, ma non solo.

La vera sfida per il prossimo futuro sarà infatti quella di sviluppare nuovi servizi e aprire il mercato a collaborazioni commerciali inedite, non soltanto per quanto riguarda la realizzazione di una prima stazione spaziale commerciale (già commissionata al polo torinese di Thales Alenia Space in collaborazione con Axiom), ma anche in campo di esplorazione e – perché no – turismo spaziale.

Simili possibilità vengono ad oggi rese possibili soprattutto grazie ad una progressiva apertura di servizi – prima accessibili solamente alle istituzioni – oggi gestiti e sviluppati anche da privati (basti pensare a Elon Musk, Jeff Bezos o Richard Branson).

In questo modo, la c.d. new space economy – consistente nel nuovo modo di sviluppare il settore spaziale attraverso accessibilità e digitalizzazione – rappresenterà una nuova fonte per attività commerciali inedite, con occasioni importanti anche per l’industria italiana (si pensi all’attività nell’aerospace già svolta dalla Altec di Torino).

Tuttavia, ferma restando la mancanza di una chiara e completa regolamentazione del diritto spaziale, bisogna considerare che la crescente possibilità di investire nello spazio trova ad oggi un grande ostacolo nell’assenza di una disciplina relativa ai futuri contratti commerciali spaziali o al possibile contenzioso su questioni giuridiche spaziali.

In altre parole, sebbene ad oggi siano diversi gli accordi conclusi tra gli Stati per regolamentare le spedizioni spaziali (basti pensare al recente accordo tra Italia e Stati Uniti per l’esplorazione della Luna), va detto che anche per l’industria ed il commercio che si svilupperanno per e nello spazio, occorrerà pensare e predisporre i contenuti per contratti spaziali internazionali su misura e completi che consentano agli operatori economici di operare in un quadro di certezza.

Solo in questo modo, infatti, le opportunità offerte alle imprese della filiera spaziale garantiranno lo sviluppo di un business sicuro e al passo con l’innovazione tecnologica.

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