Successione internazionale e diritto ereditario

Step operativi per gestire al meglio una successione internazionale

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

Secondo la normativa italiana, la successione ereditaria si apre al momento del decesso di una persona nel luogo del suo ultimo domicilio. Attraverso tale istituto si determina il trasferimento delle posizioni giuridiche, siano esse attive o passive, dal defunto al successore.

Nell’ordinamento italiano si distinguono principalmente due tipi di successione:

testamentaria, qualora il defunto abbia disposto nell’atto di testamento l’assegnazione del proprio patrimonio agli eredi ed eventualmente ai legatari;

legittima, qualora, in mancanza di un testamento, intervenga la legge ad individuare gli eredi e ad assegnare loro i beni ereditari.

In entrambi i casi, l’eredità si acquista a mezzo dell’accettazione, la quale può essere espressa (attraverso un atto pubblico o una scrittura privata) o tacita (compiendo un atto c.d. concludente, ossia tale da presupporre la volontà dell’erede di accettare).

Nel diverso caso in cui la successione a causa di morte presenti elementi di estraneità/internazionalità rispetto al proprio ordinamento, si parla di successione internazionale.

In un simile caso, prima di procedere con l’accettazione e gli adempimenti necessari, è anzitutto fondamentale comprendere quale disciplina trovi applicazione e quindi quale sia la legge applicabile alla successione.

Da un punto di vista pratico, individuare la legge applicabile alla successione internazionale significa individuare le regole applicabili al caso concreto, tra le quali importante rilevanza assumono ad esempio le regole sull’imposizione fiscale (alcuni Paesi godono di un regime fiscale più favorevole di altri), nonché quelle sulla ripartizione delle quote ereditarie e quelle sulla validità del testamento e sulle procedure di assegnazione dei beni.

A livello europeo, tali regole sono state uniformate grazie al Regolamento Ue 650/2012, che costituisce il diritto privato internazionale uniforme nelle successioni a causa di morte in tutti i paesi UE (ad eccezione di Irlanda e Danimarca).

A titolo di esempio, per quanto riguarda giudice competente e legge applicabile in caso di una successione internazionale, il Regolamento li individua nel luogo di abituale residenza del defunto, intesa come la permanenza stabile in un dato luogo con l’intenzione di volervi stabilire la propria residenza (mentre, ad esempio, in precedenza l’art. 46 della legge di diritto internazionale privato italiano n. 218/1995 stabiliva che la legge applicabile dovesse essere quella relativa alla cittadinanza del defunto).

Nel caso in cui invece siano coinvolti persone di Paesi terzi al di fuori dell’Unione Europea che prevedono nel loro diritto privato internazionale criteri di collegamento diversi, potrebbero aprirsi vertenze legali in Stati diversi.

Dati i molteplici profili di complessità legati ad una successione internazionale – dettati ad esempio dalla diversa cittadinanza e/o residenza dei soggetti coinvolti e dalla localizzazione dei beni del defunto in diversi Paesi – il primo passo operativo da compiere nell’affrontare tali questioni risiede quindi senza dubbio nell’individuare la legge applicabile al caso concreto.

#focussuccessioni #successioniinternazionali #dirittoereditario #ereditàinternazionale #successionemortiscausa #testamento #successionelegittima #successionetestamentaria #dirittosuccessioniinternazionali

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

VAI AL COMMENTO
gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

VAI AL COMMENTO
Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

VAI AL COMMENTO
gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

VAI AL COMMENTO
Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

VAI AL COMMENTO

Seguici su