Diritto nuove tecnologie e Made in Italy: la trasformazione digitale delle imprese

Sulla scia di quanto affrontato in precedenza su questo blog, soprattutto nel 2021 si prospettano per il Made in Italy buone opportunità di crescita, data la profonda riorganizzazione delle catene di approvvigionamento che spingerà sempre di più verso una rete produttiva a livello nazionale.

In particolare, tale riorganizzazione interesserà anche la rivoluzione digitale, soprattutto per quanto riguarda le Information and Communication Technologies (ICTs), le quali rappresentano per le imprese un ottimo strumento per innovare, essere efficienti e competere a livello nazionale ed internazionale.

Il Made in Italy, infatti, sebbene sia sinonimo di qualità ed eccellenza italiana nel mondo, risulta essere svantaggiato sui mercati internazionali per via di una carenza di sviluppo dei canali digitali di vendita (il che risulta particolarmente vero se si considera che l’Italia ha un’incidenza sull’export online pari appena all’1%).

In tal senso, per le imprese risulta essenziale investire maggiormente nell’e-commerce (soprattutto alla luce dell’epidemia da Covid-19, la quale ha dimostrato come ripensare il commercio nazionale ed internazionale in chiave digitale sia di centrale importanza per le imprese che vogliano rimanere competitive in un periodo tanto delicato).

Diversi sono i settori del Made in Italy che potrebbero beneficiare dell’export digitale, a partire dall’agroalimentare, al settore della moda e delle calzature, ma anche l’arredamento e la gioielleria.

Si rivela dunque essenziale agire su tali settori, sostenendo la digitalizzazione e dotando le singole imprese disistemi operativi e servizi digitali all’avanguardia, unitamente allo sviluppo di collaborazioni tra PMI e markeplace e alla ricerca di personale altamente qualificato in materia (si pensi alla figura dell’innovation and export manager).

Tale trasformazione digitale – se accompagnata ad una attenta valutazione dei mercati di riferimento e ad una predisposizione di contratti rivolti agli utenti dell’e-commerce che rispettino i requisiti richiesti dalla legge in linea con gli obiettivi commerciali del sito di e-commerce– può offrire indubbiamente ottime opportunità per le imprese, non soltanto nell’attuale periodo di emergenza sanitaria, ma anche e soprattutto in un’ottica futura alla quale occorre prepararsi fin da ora adottando l’impianto digitale e contrattuale corretto.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un’email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell’evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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