Diritto nuove tecnologie ed e-commerce: il mercato algerino

Su 41.6 milioni di abitanti, in Algeria circa 21 milioni sono utenti di internet. La crescita esponenziale delle nuove tecnologie e il conseguente interesse della popolazione verso applicazioni e piattaforme hi-tech ha permesso una crescita consistente dell’utilizzo di internet nel Paese, malgrado le forti chiusure imposte dal Governo.

Anche in tema di commercio si sono verificate significative aperture, soprattutto da quando, con legge 18-05 del 10 maggio 2018, il Governo ha introdotto per la prima volta una normativa in materia di commercio elettronico.

Nello specifico, la legge algerina si applica qualora una delle parti di un contratto di e-commerce sia cittadino algerino, o qualora il contratto sia formato ovvero eseguito in Algeria.

In tal senso, dunque, è consentita la fornitura di beni o servizi attraverso una piattaforma elettronica anche da parte di un e-provider straniero, a condizione che questo:

i. sia registrato nel registro di commercio CNRC;

ii. abbia pubblicato in internet un dominio ospitato in Algeria;

iii. abbia indicato tutte le informazioni riguardanti la propria identità e i recapiti sul sito web.

Per quanto riguarda la disciplina specifica del contratto di e-commerce poi, la legge algerina prevede una serie di disposizioni riguardanti, tra le altre, la concorrenza, l’utilizzo delle piattaforme online e soprattutto quello che deve essere il contenuto obbligatorio del contratto, stabilendo inoltre come il pagamento, effettuabile anche questo tramite piattaforme online, avvenga per il tramite di piattaforme sicure poste sotto l’autorità e il controllo della banca algerina.

In conclusione, qualora un’azienda italiana decida di ricorrere all’uso di piattaforme online per incrementare la vendita dei propri prodotti sul mercato algerino, sarà necessario effettuare un’attenta valutazione in merito alle stringenti previsioni vigenti in materia, analizzando pro e contro di una attività di commercio elettronico con un partner algerino.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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