Diritto Nuove Tecnologie: le responsabilità dell’Internet Service Provider

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


L’Internet Service Provider (ISP) – fornitore di servizi internet – viene individuato in una organizzazione che offre agli utenti internet (privati o aziende) servizi specifici inerenti ad internet, in virtù di un contratto di fornitura.

A livello europeo, la figura dell’ISP viene disciplinata dalla Direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico (recepita in Italia con D.lgs. 70/2003), in base alla quale, all’art. 12, si inquadra l’ISP quale soggetto avente il compito di trasmettere, su una rete di comunicazione, le informazioni fornite da un destinatario del servizio, o di fornire un accesso alla rete di comunicazione.

Il D.lgs. 70/2003 distingue poi tra ISP passivi (estranei al contenuto della trasmissione e dunque “passivi” rispetto ai contenuti immessi da terzi in Internet) e ISP attivi (ossia consapevoli del contenuto delle trasmissioni e “attivi” nella gestione degli stessi).

Gli ISP passivi, in particolare, sarebbero esenti da responsabilità per eventuali violazioni in rete, in quanto estranei alla trasmissione dei contenuti e dunque “prestatori di semplice trasporto” di detti contenuti.

Sulla base di queste definizioni, il Tribunale di Milano è intervenuto recentemente (con ordinanza 5 ottobre 2020) al fine di chiarire i casi in cui l’ISP sarebbe viceversa responsabile per determinate violazioni e/o reati in rete – con il conseguente obbligo di adottare tutte le misure necessarie a prevenire o porre fine a tali situazioni – anche in assenza di una vera e propria condotta “attiva”.

In particolare, nel caso di episodi di pirateria online ad opera di soggetti terzi, il Tribunale ha stabilito anche in capo agli ISP una serie di responsabilità dalle quali derivano precisi doveri di adottare tutte le misure necessarie ad impedire l’accesso ad indirizzi IP, nomi a dominio, etc. da parte dei pirati.

In altre parole, il Tribunale – riprendendo l’orientamento già consolidato della Corte di Giustizia Ue con la sent. Telekabel (C-314/12) – ha affermato che il fornitore di un servizio internet non è un “prestatore di semplice trasporto”, viceversa è un intermediario necessario nel rapporto tra un abbonato (privato o azienda) e un terzo (in questo caso, un pirata informatico).

Questo in quanto, fornendo il servizio internet, l’ISP consente la trasmissione dei dati dal cliente al pirata, pur non essendo a conoscenza del contenuto della trasmissione.

In questo senso, tramite la pronuncia in esame, viene ribadita la posizione di “intermediari necessari” degli Internet Service Providers e, conseguentemente, la loro responsabilità e la sussistenza di doveri specifici di impedire o porre fine ad eventuali violazioni, a prescindere dalla sussistenza di dolo o colpa per le violazioni prospettate.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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