Diritto nuove tecnologie: l’uso dei cookie e le Linee guida dell’European Data Protection Board

Il 4 maggio 2020 l’European Data Protection Board (EDPB) ha rilasciato le nuove Linee guida sul consenso al trattamento dei dati, fornendo una serie di precisazioni per quanto riguarda in particolare la validità dei cookie walls e del consenso prestato tramite il c.d. scrolling”.

Va ricordato che, secondo quanto stabilito già dalle versioni precedenti delle Linee guida dell’EDPB, nonché dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR), il consenso al trattamento dei dati personali deve sempre essere libero, specifico, informato e inequivocabile.

In tal senso, diversi dubbi sono sorti soprattutto negli ultimi anni per quanto riguarda l’utilizzo di “cookie”, ossia di informazioni che i siti web memorizzano per vari scopi sul computer dell’utente di internet durante la navigazione.

I principali tipi di cookie sono tre:

i. tecnici (ossia cookie che servono a rendere più veloce e rapida la fruizione del sito web);

ii. analitici (utilizzati per raccogliere informazioni sui visitatori dei siti web, al fine di realizzare statistiche volte a comprendere la reale portata dell’utilizzo di un servizio da parte degli utenti);

iii. di profilazione (utili per il monitoraggio dei singoli utenti, in quanto tramite tali tipi di cookie si osservano le abitudini e le ricerche più frequenti degli utenti, permettendo poi l’invio di messaggi pubblicitari personalizzati).

In particolare, per i cookie tecnici e analitici non è necessario il consenso dell’utente, mentre per i cookie di profilazione è necessario che il provider del sito web ottenga sempre un consenso espresso dell’utente (in linea con le previsioni del GDPR).

Fatta questa premessa, l’intervento dell’EDPB si è reso necessario proprio al fine di regolamentare l’utilizzo dei cookie di profilazione e, nello specifico, dei c.d. cookie walls”, ossia quella pratica per cui il provider inserisce sul sito web una schermata con la quale si richiede il consenso ai cookie, precludendo all’utente, in caso di diniego di tale consenso, l’utilizzo del sito web.

Tale pratica è stata definita dalle Linee guida non conforme al GDPR in quanto “è altamente inopportuno ‘accorpare’ il consenso all’accettazione delle condizioni generali di contratto/servizio o ‘subordinare’ la fornitura di un contratto o servizio ad una richiesta di consenso al trattamento di dati personali che sono necessari per l’esecuzione del contratto o servizio”.

In sostanza, dunque, l’EDPB chiarisce in questo modo che la pratica dei “cookie walls” è scorretta, non è conforme con il GDPR e determina un consenso viziato in quanto l’utente non presterebbe il consenso in modo genuino, ma sarebbe costretto dalla necessità di usufruire del servizio.

Allo stesso modo poi, l’EDPB sottolinea che anche la tecnica del c.d. scrolling – ossia considerare l’azione dell’utente che scorre un sito verso il basso o ne sfoglia le pagine quale un’azione sufficiente a dimostrare il consenso all’utilizzo dei cookie – rappresenta una pratica scorretta, in quanto non sarebbe possibile da questa sola azione dell’utente ricavarne una valida manifestazione di consenso.

In conclusione, la cookie policy sviluppata negli ultimi anni (a partire dalla Direttiva CE 2002/58 c.d. “ePrivacy”) si è evoluta e continua ad evolversi sempre di più nel senso di una maggiore tutela degli utenti web e della loro privacy, rendendo dunque necessaria – per i provider di siti web che vogliano utilizzare cookie di profilazione – la conformazione alla normativa europea e alle stringenti previsioni in materia di richiesta di consenso e di trattamento dei dati.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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