“Small claims” e progetto SCAN: diritto alle nuove tecnologie in UE

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino 

Secondo un recente rapporto di Doing Business, ben 138 economie mondiali hanno uffici giudiziari specializzati in procedure semplificate e controversie di modesta entità (c.d. small claims). 

A livello europeo, il Regolamento Ue 2007/861 (modificato dal Regolamento 2015/2421) disciplina nello specifico il procedimento europeo per le controversie di modesta entità, semplificando e accelerando la risoluzione di controversie fino a 5mila euro di valore e fornendo un’alternativa alle procedure esistenti a livello nazionale (c.d. ESCP – European Small Claims Procedure). 

Tuttavia, malgrado le diverse soluzioni per disciplinare e risolvere tali small claims, secondo un sondaggio della World Bank ben il 75% dei cittadini europei non è consapevole dell’esistenza di un procedimento specifico per la risoluzione di tali controversie e dunque rimane spesso dissuaso dal procedere a causa dei costi elevati e delle lunghe tempistiche. 

Da qui, nasce il progetto SCAN (Small Claims Analysis Net), finanziato dall’Ue e coordinato dall’Università Federico II di Napoli insieme ad altri 8 partner italiani ed europei, con l’intento di porre in risalto l’esistenza del Reg. Ue 2007/861 e soprattutto di sviluppare una web application che spieghi nel dettaglio la procedura per le small claims. 

Nel concreto, tale procedura rimane una procedura giurisdizionale innanzi al giudice competente – nazionale o straniero – mentre l’applicazione web avrebbe il compito di permettere concretamente a cittadini e imprese Ue di informarsi in anticipo sulle modalità di soddisfazione del proprio credito/prestazione contrattuale, grazie all’uso delle nuove tecnologie

La piattaforma, in altre parole, fornisce una checklist – facilmente compilabile dall’utente – grazie alla quale è possibile valutare se l’eventuale controversia possa essere risolta attraverso la procedura europea, quale sia il giudice competente e soprattutto l’eventuale costo dell’intera procedura. 

In tal senso, il progetto SCAN costituisce un primo passo verso lo sviluppo di soluzioni online che non soltanto informino cittadini e imprese, ma guidino anche verso una semplificazione della procedura tramite l’utilizzo esclusivo di piattaforme online. 

In questo modo, non soltanto si informerebbe cittadini e imprese fornendo linee guida chiare e complete in merito ad un procedimento poco conosciuto, ma si risponderebbe inoltre alle necessità dei tribunali, alleviandoli da grossi carichi di lavoro (con conseguenti ritardi nelle pronunce). 

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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