Diritto spaziale: aumentano gli investimenti nel settore aerospaziale: in Europa stanziati 14 miliardi per le imprese di settore. In futuro una difesa militare spaziale comune?

Non solo Cina e Stati Uniti, anche l’Europa sta investendo ingenti risorse economiche nel settore aerospace (Fonte Sole24 ore).

È ormai noto che nei piani di Trump, riassunti nel suo slogan “Make America great again”, sono comprese anche le conquiste spaziali che potrebbero rivelarsi di fondamentale importanza nello scenario globale del prossimo futuro non solo dal punto di vista economico, ma -forse- anche e soprattutto strategico- militare-geopolitico.

Il ritorno sulla Luna e l’approdo su Marte, nonché la formazione di una base spaziale orbitante attorno al nostro satellite Lunar Gateway, sono alcuni degli obiettivi minimi dichiarati dal Governo americano.

A seguito della discesa in campo degli imprenditori visionari Elon Musk e Jeff Bezos, che hanno preso sin troppo spazio nell’opinione pubblica, oltre che parecchi contratti miliardari dalla Nasa, la Casa Bianca ha deciso di riassumere un ruolo di primo piano nei progetti spaziali: è in fase di approvazione al Congresso una proposta di legge per aumentare il budget alla Nasa del 12%;sarebbe il budget più alto del millennio: 25,2 miliardi di dollari.

La Cina non sta certo a guardare: il Piano Spaziale Cinese comprende Satelliti per l’osservazione della Terra, telecomunicazioni – internet e 5G compresi -, una nuova stazione spaziale, la conquista della Luna e l’approdo su Marte. Gli investimenti nel settore sono in aumento come lo sono i corsi di ingegneria spaziale all’Università.

Lo spazio sembra inoltre rappresentare il vero teatro della nuova difesa, e ovviamente anche offesa, di questi due Stati che si contendono la leadership mondiale.

In questo contesto si inserisce oggi l’Unione Europea che ha di recente aumentato gli investimenti nel settore aerospaziale: stanziati oltre 14 miliardi di dollari per i prossimi tre anni, una cifra superiore di 2 miliardi rispetto al passato.

La missione su Marte (“Exomars”), il consolidamento dei sistemi di satelliti di utilità per l’osservazione della Terra, il progetto Copernicus, di rilevamento del nostro Pianeta, e il progetto Galileo, relativo al geo posizionamento, rappresentano gli obiettivi principali.

L’impressione -non apertamente dichiarata- è che l’obiettivo europeo, alla luce dell’attuale situazione geopolitica, sia quello di sviluppare non solo una difesa militare comune ma soprattutto una difesa spaziale comune, settore nel quale le imprese potrebbero beneficiare di ulteriori investimenti e finanziamenti dall’Ue nel prossimo futuro.

Le opportunità offerte alle imprese della filiera spaziale da questo nuovo trend di crescita del settore dell’aerospace e più in generale della space economy dovrà tuttavia essere supportata da adeguate strategie contrattuali considerato l’alto grado di tecnologia -e investimenti in ricerca- presente del settore: ad esempio, sarà opportuno tutelare, già nella fase preliminare al perfezionamento di accordi commerciali che dovessero comportare il trasferimento di tecnologia e/o di know how, i propri “segreti commerciali” utilizzando contratti che regolano le trattative volti anche a proteggere proprietà intellettuale e know how.

Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin

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Marcello

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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