Distribuzione internazionale: perché puntare su Medio Oriente, Nord Africa e Israele.

L’area MENA (Nord Africa e Medio Oriente) sta assumendo sempre di più un ruolo di primo piano nell’economia globale. E non solo per la Nuova Via della Seta, l’Expo Dubai 2020 e i Mondiali di calcio in Qatar nel 2022.

L’Italia vanta già oggi una buona presenza commerciale nell’area sia per l’entità delle commesse italiane in corso (le opere infrastrutturali parlano infatti sempre più italiano con il 10% dei capitali italiani investiti), sia per le merci vendute (l’Italia si colloca al 4° posto tra i fornitori).

Inoltre, oltre 1 impresa su 10 è una PMI esportatrice: le vendite di macchinari occupano il primo posto; seguono i settori del Made in Italy.

Ma l’area rappresenta soprattutto un mercato di sbocco in piena crescita: si stima che nel 2030 la classe media crescerà di oltre 100 milioni di persone con un notevole aumento di domanda di grandi opere e di beni di consumo.

Per le PMI, che hanno maggiore difficoltà ad affrontare i costi dell’esportazione, potranno rivelarsi fondamentali le possibilità offerte dall’e-commerce. Nei sei paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) il commercio elettronico ha già raggiunto un valore di circa 5 miliardi di dollari nel 2016, e il tasso di penetrazione sul totale delle vendite al dettaglio si stima possa raddoppiare entro il 2020.

In particolare, Israele da 5 anni sta registrando una crescita annua costante supportata da buoni indicatori macroeconomici.

Da sempre il “Made in Italy” è molto apprezzato dai consumatori israeliani e tra i settori di maggior interesse si registrano quello agroalimentare (prestando attenzione alle regole Kosher che impongono barriere più restrittive di quelle europee), costruzioni (tramite il rinnovo delle città storiche), cosmoceutica, abbigliamento (in particolare occhialeria) e il contract alberghiero (allestimento alberghi).

Le opportunità di espansione su questi nuovi Mercati devono tuttavia essere supportate da adeguate strategie legali: ad esempio, durante la negoziazione di un contratto di distribuzione con una controparte israeliana, con riferimento alla scelta di come risolvere eventuali controversie, sarà opportuno valutare il ricorso ad un arbitrato internazionale attraverso l’introduzione nel contratto di una clausola arbitrale ad hoc (Israele ha ratificato la Convenzione di New York del 1958), stante l’assenza di una convenzione bilaterale fra Italia e Israele sul riconoscimento delle sentenze straniere.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin


#madeinitaly #contrattiinternazionali #distribuzioneinternazionale #venditainternazionale

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un’email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell’evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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