Distribuzione internazionale Spagna | Case History

1.Contenzioso internazionale avviato in Italia contro franchisee con sede in Spagna  

Una nostra cliente società con sede in Spagna stipulava un contratto di franchising con una società italiana operante nel settore agroalimentare avente come oggetto sostanziale la distribuzione di prodotti del noto marchio italiano in Spagna

A seguito di un rapporto commerciale ultradecennale, intercorso, de facto, principalmente tra la nostra cliente e la filiale spagnola della società italiana, quest’ultima avviava un contenzioso internazionale in Italia, ottenendo un decreto ingiuntivo italiano che condannava la nostra cliente al pagamento, per vari titoli e causali, di una rilevante somma.  

2.Analisi del caso: una clausola arbitrale valida ed un contratto di distribuzione internazionale mascherato  

Dall’esame della documentazione e delle informazioni forniteci emergeva quanto segue.  

In primis, nel contratto internazionale di Franchsing era presente una clausola arbitraleche devolveva le potenziali future liti tra le parti ad una istituzione arbitrale italiana esistente, in luogo del giudice ordinario italiano che aveva reso il sopramenzionato decreto ingiuntivo. 

Poi, dall’esame concreta dei fatti di causa, con specifico riferimento ai comportamenti assunti dalle parti nell’esecuzione del contratto, abbiamo rilevato diversi gravi inadempimenti contrattuali attribuibili alla controparte italiana (ad esempio, ma non solo, mancata trasmissione di adeguato know-how).  

Conseguentemente, tali inadempimenti, alla luce di una ricostruzione accurata della vicenda in punto diritto, conducevano altresì a configurare, sin dall’inizio e a prescindere dal nomen juris dato dalle parti al contratto (i.e. franchising), il rapporto commerciale intercorso come un contratto di distribuzione internazionale di fatto, regolato dalla legge spagnola, che, se accertato dal giudice, ci avrebbe consentito di avanzare potenziali pretese economiche a titolo di indennità di fine rapporto nei confronti della controparte. 

3.Conclusione: accordo transattivo e continuazione del rapporto commerciale 

Abbiamo quindi redatto e notificato l’atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo alla controparte ed instaurato il relativo procedimento davanti al giudice italiano che ha reso il decreto ingiuntivo nel quale respingevamo ogni ragione di credito formulata da controparte chiedendo contestualmente l’accertamento del contratto di distribuzione di fatto tuttora in corso; venivamo immediatamente contattati da controparte per negoziare la chiusura della vicenda in via amichevole. 

Le trattative si sono concluse con una transazione soddisfacente per la nostra cliente: infatti tramite il pagamento di un importo modesto rispetto alla richiesta iniziale essa ha evitato l’alea, i tempi ed i costi di causa e salvaguardato la prosecuzione dei rapporti commerciali sotto altra veste contrattuale con il partner adeguata alla concreta operatività del rapporto. 

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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