Distribuzione selettiva marchio di lusso: rivendita presso outlet non lede la reputazione del brand

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino



Una recente sentenza della Corte di Cassazione si è pronunciata sul seguente caso:

una società titolare di un noto brand di lusso del settore oreficeria promuoveva ricorso in Cassazione avverso la sentenza per essa negativa pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano, asserendo che l’esposizione del proprio marchio presso un rivenditore non autorizzato di un outlet di provincia, fosse lesivo della reputazione del proprio brand di lusso e che il rivenditore avesse commercializzato i relativi prodotti in violazione del regolamento UE 330/2010  (ora sostituito dal Regolamento UE 720/2022) ossia al di fuori della propria rete di distribuzione selettiva.

La Corte di Cassazione ha prima chiarito che l’applicazione al caso concreto del principio di diritto europeo dell’esaurimento del marchio, introdotto dalla direttiva europea 2008/95/CE, secondo la quale una volta che il titolare di uno o più diritti di proprietà industriale immette in commercio direttamente o con il proprio consenso un bene nel territorio dell’Unione europea, questi perde la facoltà di privativa rispetto alla successiva circolazione del prodotto recante il marchio. Il titolare non può cioè impedire la circolazione del prodotto.

La Corte ha però precisato che sussisterebbero limitazioni all’esaurimento di tale facoltà nel caso in cui contemporaneamente:

i. il prodotto contraddistinto dal marchio sia un prodotto di lusso;

ii. il titolare del marchio abbia adottato un sistema di distribuzione selettiva per la commercializzazione del prodotto;

iii. il soggetto che commercializza il prodotto al di fuori della rete distributiva autorizzata, abbia arrecato un pregiudizio alla reputazione del marchio.

In sintesi, considerato che il titolare del brand di lusso, nella fase di merito, aveva sufficientemente dimostrato solo il punto i, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del titolare del brand per le seguenti motivazioni:

a. la società ricorrente (ie: titolare del brand di lusso) non ha dimostrato nella fase di merito in modo sufficiente che i distributori autorizzati fossero stati, a differenza del rivenditore non autorizzato presso l’outlet, accuratamente selezionati sulla base del possesso di determinati requisiti prestabiliti, come richiesto dall’art. 1 lett. e) reg. UE 330/2010;

b. ha altresì affermato che la vendita dei prodotti di lusso effettuata da un soggetto estraneo alla rete di distribuzione selettiva, sebbene non abbia i requisiti posseduti dai distributori autorizzati, non è comunque di per sé sufficiente a determinare un pregiudizio per la reputazione del marchio, dovendosi dimostrare in concreto l’asserita lesione.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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