E-commerce Svizzera: le opportunità per il Made in Italy grazie all’export digitale

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


Malgrado le ridotte dimensioni territoriali, la Svizzera rappresenta da sempre un mercato interessante per l’export italiano. Ad oggi, poi, tale affermazione è applicabile anche al mercato delle vendite online, tanto più se si considera l’attuale periodo di emergenza sanitaria, il quale ha avuto un forte impatto sui canali distributivi internazionali, rendendo così necessario per le aziende trovare dei canali alternativi.

La Svizzera, infatti, ha incrementato le vendite in modalità e-commerce B2C, raggiungendo nel 2019 la somma di 9,34 miliardi di euro rendendosi così un mercato estremamente interessante per le imprese che abbiano intenzione di espandersi in Europa tramite le piattaforme online (soprattutto per quanto riguarda elettronica di consumo e moda).

Nel decidere di operare attraverso le piattaforme online in Svizzera, è tuttavia necessario tenere a mente alcune informazioni importanti per vendere in maniera efficace. Si va da accorgimenti più semplici – quali ad esempio l’attenzione per le tre lingue ufficiali, con la conseguenza che tutti i testi del sito dovranno essere disponibili in tedesco, francese e italiano – fino a previsioni più specifiche, come la chiarezza e la trasparenza delle condizioni contrattuali che devono rispettare la normativa locale inclusi i costi della transazione, le informazioni sulla consegna e la garanzia.

La Svizzera non è parte dell’Unione europea e non è vincolata dalle normative europee in materia (come la Direttiva sul commercio elettronico 2000/21/CE, relativa alle informazioni di carattere generale che devono essere fornite al consumatore, nonché la Direttiva 2011/83/UE che rinforza gli obblighi informativi relativi al settore del commercio elettronico ed il diritto di recesso nei contratti a distanza).

Si raccomanda quindi la massima attenzione, non solo agli aspetti di marketing, ma anche alla compliance legale e contrattuale prevista dalla normativa svizzera che insieme ad altri elementi denota agli occhi dell’acquirente la serietà e la professionalità del venditore on-line.

In conclusione, il rapido sviluppo e la diffusione del canale e-commerce anche in Svizzera offre indubbiamente ottime opportunità per le imprese, ma è fondamentale predisporre contratti rivolti agli utenti dell’e-commerce che rispettino i requisiti richiesti dalla legge interna in linea con il piano marketing dell’impresa che opera online, per evitare il rischio di sanzioni e #fareaffariinsicurezza.

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

VAI AL COMMENTO
gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

VAI AL COMMENTO
Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

VAI AL COMMENTO
gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

VAI AL COMMENTO
Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

VAI AL COMMENTO

Seguici su