“Economia Lunare”: futuri contratti per l’industria Made in Italy

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

Il settore spaziale rappresenta ormai un fondamentale snodo nello scenario globale del prossimo futuro, non solo dal punto di vista economico, ma anche strategico e geopolitico. Non stupisce quindi come in tale campo diventi sempre più capillare la presenza delle maggiori potenze economiche.

Oltre al ben noto concetto di new space economy(ossia lo sviluppo commerciale del settore spaziale attraverso accessibilità e digitalizzazione), si parla sempre più spesso di una vera e propria Lunar economy con riferimento al satellite terrestre.

Importante, a tal proposito, il contributo che anche il nostro Paese può fornire in materia, a partire dall’intesa tra Stati Uniti e Italia firmata l’anno scorso con il fine di incrementare le esplorazioni lunari.

Grazie a tale accordo, infatti, l’Italia detiene ad oggi un posto tra i partner del programma Artemis (sviluppato dalla NASA con la collaborazione dell’Agenzia spaziale europea), che ha come obiettivo quello di riportare l’uomo sulla Luna entro il 2024.

L’ambizione del progetto sta, in particolare, nella volontà non di effettuare una semplice spedizione lunare temporanea, ma piuttosto di sfruttare le risorse lunari come acqua, elio e terre rare al fine del futuro stabilimento di insediamenti umani volti alla colonizzazione della Luna.

Per passare dalla pura teoria alla pratica effettiva è necessario più che mai investire sull’innovazione.

È qui che l’Italia può giocare un ruolo fondamentale, grazie alla presenza sul territorio di imprese leader nel settore che si occupano della realizzazione di componenti (come il polo torinese di Thales Alenia Space), ma anche di imprese che si occupano di trasmissioni da e per lo spazio (si pensi alla romana Telespazio).

In tal senso, grazie alla cooperazione instaurata con gli Usa e all’attività svolta nel corso di questo anno, il nostro Paese – che attualmente genera un fatturato annuo di circa 2 miliardi di euro – beneficerà anche di un ritorno industriale diretto, oltre agli effetti positivi per tutto il settore innovativo della new space e della Lunar economy.

Tuttavia, in termini pratici – come già anticipato su questo blog – va considerato che la mancanza di una chiara e completa regolamentazione in materia di diritto spaziale non può essere compensata dalla semplice presenza di accordi bilaterali tra Paesi.

In altre parole, anche per l’industria ed il commercio che si svilupperanno per lo spazio, occorrerà predisporre adeguate strategie consistenti nella redazione di contratti spaziali internazionali su misura che consentano agli operatori economici di operare in un quadro di certezza e di #fareaffariinsicurezza.

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