Emergenza Coronavirus: può la Cina essere considerata responsabile della crisi sanitaria globale?

Con oltre 6 milioni di contagi e quasi 400mila morti, sono numerosi i Paesi nel mondo alla ricerca di un colpevole per la disastrosa situazione di crisi che stiamo vivendo. In maniera prevedibile, le maggiori attenzioni sono rivolte principalmente alla Cina.

Diverse sono le accuse mosse contro il gigante asiatico, prima fra tutte la mancata “trasparenza” nel fornire informazioni tempestive e dettagliate all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla natura della malattia, circostanza che ha portato diversi Governi ad ipotizzare la richiesta di un risarcimento sulla base di una responsabilità extracontrattuale della Cina per via dei danni (alla salute e all’economia mondiale) provocati dal Covid-19.

Dal punto di vista giuridico, tuttavia, se l’esistenza e l’ammontare del danno risultano essere in qualche modo quantificabili, così non può dirsi del nesso causale – ossia la riconducibilità dell’evento dannoso a una condotta imputabile alla Cina – la cui ricerca solleva diversi dubbi alla luce del diritto internazionale, tra cui:

1) Dove presentare il ricorso?

Va ricordato che, all’interno dell’ordinamento internazionale, non esiste un giudice precostituito innanzi al quale presentare automaticamente un ricorso, in quanto sono le parti che attribuiscono tale competenza ad hoc.

Se si considera ad esempio la Corte internazionale di giustizia dell’Aja (Cig), non vi è alcun accordo o dichiarazione unilaterale di accettazione della giurisdizione da parte della Cina, non potendosi riconoscere alcuna competenza in capo alla Cig che, senza il consenso espresso dello Stato, non può dunque giudicare.

Anche a livello nazionale la situazione non cambia, essendo consolidata una regola del diritto internazionale in base alla quale vi è una espressa esenzione della giurisdizione di uno Stato straniero di fronte a corti nazionali altrui nel caso di attività pubblicistiche (come quella di specie, dunque anche in questo caso la Cina non potrebbe essere convenuta in giudizio).

2) Contro chi presentare il ricorso?

Altro dubbio di difficile risoluzione è legato al “chi” chiamare a comparire in giudizio: la Cina in quanto Stato o i suoi funzionari/vertici di Governo? A ben vedere, abbiamo appena evidenziato come la Cina in quanto Stato non può essere sottoposta al giudizio di un Tribunale internazionale – a meno che non abbia espresso il proprio consenso – e allo stesso tempo gode di immunità dalla giurisdizione nazionale altrui.

Considerando invece i funzionari/vertici di Governo, alcuni hanno ipotizzato di presentare ricorso alla Corte penale internazionale (Cpi), la quale si occupa di giudicare individui. È questo il caso di un avvocato di Mumbai che ha presentato ricorso alla Cpi contro il Presidente cinese Xi Jinping e altri ufficiali, chiedendo un risarcimento in favore di tutto il popolo indiano.

Tale soluzione risulta tuttavia non percorribile, in quanto la Cina non ha aderito allo Statuto della Cpi e, come tale, non è soggetta alla sua giurisdizione.

3) Come ottenere il risarcimento?

Anche qualora gli ostacoli menzionati venissero superati, rimane lo scoglio del risarcimento. Il diritto internazionale esclude in linea di principio che gli Stati possano subire l’esecuzione forzata dei loro beni, garantendo l’immunità. Di conseguenza, allo stato, nessuna misura coercitiva nei confronti della Cina può trovare applicazione.

Pertanto, eventuali accuse mosse alla Cina potrebbero avere due sviluppi plausibili: da un lato, il ricorso a sanzioni economiche unilaterali degli altri Stati, soprattutto di natura commerciale; dall’altro, la possibile creazione di una commissione di inchiesta internazionale che si occupi di accertare i fatti.

Questa seconda opzione sembra tuttavia poco percorribile, dato che la Cina dovrebbe prestare il suo consenso per consentire alla commissione di inchiesta di indagare. Rimane quindi aperta la sola possibilità delle sanzioni economiche unilaterali di natura commerciale. Ipotesi neppure troppo remota da parte di alcuni Paesi come ad esempio gli Stati Uniti.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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