Emirati Arabi Uniti: proprietà straniera al 100% delle società onshore

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

Classificati come uno dei più importanti snodi commerciali del pianeta, gli Emirati Arabi Uniti aprono alle aziende un mercato che coinvolge circa un miliardo e mezzo di persone. Tuttavia, nel decidere di fare affari in tale contesto, bisogna tenere a mente le particolari regole per operare in Medio Oriente.

Nello specifico, una società estera può operare negli Emirati direttamente, tramite una società costituita “mainland, oppure in una free zone”. Nella c.d. “free zone” viene sempre ammessa la proprietà del 100% del capitale sociale in capo agli stranieri.

Lo svolgimento diretto dell’attività tramite società “mainland”, viceversa, fino ad oggi poteva essere effettuato soltanto attraverso la costituzione di una società partecipata dalla società madre estera e da un socio locale (c.d. sponsor)che doveva detenere una partecipazione di maggioranza pari al 51% del capitale sociale.

Inoltre, veniva prevista come obbligatoria la nomina di un soggetto emiratino (c.d. service agent), il quale ricopriva il ruolo di punto di collegamento tra filiale della società straniera e autorità locali.

Tuttavia, grazie al Decreto Legge Federale n. 26 del 2020 – in vigore dal 1° giugno 2021 – viene eliminato l’obbligo per le società onshore di avere un azionista locale con una partecipazione pari al 51% e viene inoltre abolito l’obbligo di nomina del service agent.

In questo modo, sulla scia dei cambiamenti già adottati a partire dal 2017 con la Legge sugli investimenti diretti esteri (FDI Law), d’ora in avanti sarà possibile – per le società costituite su territorio emiratino – essere detenute interamente da investitori stranieri, senza che sia necessaria la presenza di un azionista locale.

Le modifiche appena descritte valgono per le attività imprenditoriali che non abbiano un “impatto strategico”. In altre parole, la nuova disciplina troverà applicazione nei confronti delle aziende che svolgano un’attività – secondo il Dipartimento dello sviluppo economico di ciascun emirato – non strategica per gli interessi nazionali.

Ad oggi vengono considerate strategiche le attività legate al settore militare e bancario, all’estrazione di petrolio e gas, nonché le attività svolte dagli enti statali e i servizi di pubblica utilità.

Il Decreto Legge concede inoltre a ciascun Emirato assoluta discrezionalità nel prevedere eccezioni in relazione alla costituzione di società che realizzino progetti considerati significativi per gli investimenti e per il mercato degli Emirati Arabi Uniti.

In conclusione, il consiglio pratico – per le società che abbiano intenzione di usufruire delle recenti modifiche e costituire una società mainland negli Emirati Arabi Uniti – è quello di valutare le opportunità offerte dalla nuova disciplina emiratina, considerando attentamente eventuali ulteriori requisiti richiesti in base al tipo di attività svolta e all’Emirato prescelto per la sede della società.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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