Export food&beverage in Cina: 3 consigli pratici per esportare prodotti Made in Italy in Oriente

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Il mercato cinese di prodotti alimentari e bevande europei ha dimostrato di avere un elevato potenziale di crescita, portando la Cina sul podio – al secondo posto dopo Gran Bretagna e in testa rispetto agli Stati Uniti – nella classifica dei Paesi di destinazione dei prodotti agroalimentari Ue.

Il trend positivo deve ad ogni modo essere accompagnato da determinati accorgimenti, in quanto le caratteristiche peculiari del mercato alimentare cinese richiedono particolari attenzioni anche alla luce del contesto culturale di riferimento.

Questi, dunque, gli accorgimenti che possono rivelarsi fondamentali per esportare efficacemente cibo e bevande in Cina:

1- e-commerce: la rapida crescita delle vendite online e lo sviluppo di numerose piattaforme volte anche alla vendita di prodotti agroalimentari è particolarmente visibile nel mercato cinese, che ha triplicato l’import di alimenti e bevande Ue e US nell’arco di soli cinque anni.

Sebbene vi siano dunque interessanti opportunità per le imprese italiane, va detto che l’utilizzo dell’e-commerce in Cina è strettamente collegato ai social networks e ai commenti che su questi vengono fatti dei prodotti acquistati online.

In tal senso, le imprese che vogliono sfruttare il potente veicolo di diffusione dato dalle nuove tecnologie, dovranno prestare particolare attenzione anche all’aspetto della comunicazione e dell’impressione che si vuole dare del prodotto ai consumatori cinesi;

2- distributori: proprio il contesto culturale particolare e diverso da quello italiano impone di effettuare, quale scelta prioritaria, quella di stabilire un distributore in loco che conosca il marketing e le strategie di comunicazione più adatte.

Comprendere la complessità della cultura cinese e indirizzare un prodotto Made in Italy secondo le preferenze dei consumatori locali è essenziale per vendere efficacemente. In tal senso, un vantaggio viene fornito anche dalle grandi realtà metropolitane esistenti in Cina (si pensi ad Hong Kong, la quale presenta il vantaggio della buona diffusione della lingua inglese e di una legislazione di stampo occidentale);

3- proprietà intellettuale: proteggere il marchio Made in Italy da prodotti contraffatti è fondamentale. È proprio in base a tale considerazione che il 14 settembre 2020 Ue e Cina hanno firmato un accordo al fine di tutelare 200 prodotti a indicazione geografica da qualsivoglia imitazione (di questi, ben 26 prodotti sono Made in Italy, rendendo l’Italia il Paese più rappresentato a livello europeo).

Il progetto prevede inoltre di ampliare la lista di prodotti tutelati nei prossimi quattro anni, in modo tale da includere ulteriori 175 prodotti.

Gli accorgimenti esposti – unitamente all’accordo Cina-Ue e al Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) firmato il 15 novembre 2020 – permetteranno così non soltanto di implementare gli scambi nel settore food&beverage, ma anche di consolidare con basi solide la relazione commerciale.


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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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