Fare affari in Uzbekistan: settori di interesse e prospettive di crescita per il Made in Italy

Con un PIL nel 2018 del valore di 37.117 milioni di dollari, l’Uzbekistan rappresenta un’economia emergente, con un orientamento sempre più volto all’apertura commerciale, soprattutto per quanto riguarda il Made in Italy. Secondo le stime di Sace Simest, infatti, l’Uzbekistan rappresenta il terzo mercato di destinazione dell’export italiano in Russia e Asia centrale.

Tra i settori di maggiore interesse per l’export italiano, rilevano soprattutto beni di consumo, meccanica strumentale, impiantistica ed elettronica. Da non sottovalutare inoltre il settore tessile, unitamente alla lavorazione di pelle e cuoio e alla crescita dell’interesse del Paese verso il settore della moda di lusso. 

Oltre all’import di prodotti nostrani, si tratta inoltre di un Paese che presenta grandi potenzialità in vari settori, trattandosi di un florido produttore di cotone, gas naturale, uranio, oro e rame, ma anche di un Paese che registra ottimi dati per quanto riguarda la produzione agricola. 

Nel decidere dunque di fare affari con un partner uzbeko, è opportuno considerare che l’Uzbekistan ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sulla vendita internazionale di merci (Vienna, 1980, la “Convenzione”). 

Tale aspetto risulta rilevante in quanto tale Convenzione troverà applicazione per i rapporti tra imprese italiane e uzbeke, salvo che non ne venga espressamente esclusa l’applicazione. 

Per fare un esempio pratico, nel concludere un contratto di vendita internazionale tra un esportatore italiano di componenti per macchinari tessili ed un importatore uzbeko attivo nella lavorazione del cotone – a meno che non venga diversamente stabilito dalle parti – entrambi saranno vincolati dalle previsioni della Convenzione, dovendo il venditore italiano rispettare le previsioni in materia di parametri di conformità della merce e dovendo l’acquirente uzbeko rispettare quelle relative ai tempi di denuncia di eventuali difetti. 

Resta comunque consigliabile valutare attentamente tutti quegli aspetti regolati dalla Convenzione di Vienna – ad esempio rischi e costi connessi alla consegna della merce, procedure e termini per la denuncia di eventuali vizi – la cui deroga potrebbe condurre ad una maggiore protezione dell’esportatore italiano. 

Luca Davini 
Avvocato in Milano e Torino 

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un’email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell’evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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