Fare business con lo spazio: la nuova frontiera del turismo spaziale e del commercio spaziale

I dinosauri si sono estinti perché non avevano un programma spaziale. E se noi ci estingueremo a nostra volta perché non abbiamo un programma spaziale, che ci serva da lezione.
Larry Niven  

Jeff Bezos, Ceo di Amazon, da adolescente già pianificava hotel e parchi di divertimento con colonie per due o tre milioni di persone attorno alla Terra, immaginando il nostro pianeta nel futuro come un grande parco naturale, preservato dall’inquinamento, con la maggior parte dell’umanità trasferita nello spazio sub-orbitale.

Giulio Verne nel 1865 nel suo romanzo “Dalla terra alla Luna” aveva già previsto, con circa 100 anni di anticipo, lo sbarco dell’uomo sulla Luna (1969) intravedendo con la propria fervida fantasia molti aspetti della futura missione, quali la dimensione della navicella spaziale, il sito del lancio e il rientro sulla Terra tramite ammarraggio.
Nel film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio (1968) da un’enorme base lunare, Clavius, parte una missione spaziale per Giove.

Nonostante la fantasia di grandi scrittori di fantascienza -e di grandi imprenditori- abbia prefigurato parte della realtà del nostro prossimo futuro, inclusi i commerci, a noi sembra ancora improbabile pensare al turismo spaziale o a commerci di beni o servizi nello spazio nel prossimo decennio o poco dopo.

Invece Jeff Bezos e Elon Musk (fondatore di Paypal e Tesla) hanno già da tempo creato società operative nel futuro business del turismo spaziale e del commercio spaziale internazionale, il primo pensando alla Luna, il secondo alla Luna e Marte.

Mr.Bezos con la sua società Blue Origin ha infatti già fabbricato un razzo sub-orbitale, il New Shepard, che porterà turisti nell’orbita intorno alla Terra intorno al 2025, si stima ad un costo di circa 200.000 Usd per persona, costo che pochi si potranno permettere per un viaggio di circa 11 minuti in assenza di gravità, ma il cui prezzo ovviamente scenderà così come è successo per i primi voli aerei turistici del ‘900.

Il passo successivo di Mr.Bezos sarà quello di organizzare viaggi e consegne sulla Luna che immagina come un futuro avamposto industriale e commerciale. Senza contare i primi viaggi umani su Marte previsti intorno al 2030 da Elon Mask.

Ma non basta.

La società Express Moon ha ottenuto una licenza dal Governo Usa per iniziare il processo di estrazione del ghiaccio sulla Luna. La Luna contiene grandi riserve di ghiaccio che potranno permettere la vita sulla sua superficie e quindi l’estrazione di minerali come le terre rare, di importanza vitale per l’industria avanzata (quasi tutte le riserve esistenti sono presenti nel territorio cinese), l’elio-3 utile nelle reazioni di fusione nucleare e il platino, importante per l’industria elettronica.

Tutti elementi preziosi e fondamentali per il nostro progresso tecnologico che potranno essere estratti dalla Luna e da altri corpi celesti così come successe nell’800 durante il periodo della corsa all’oro in California. Si potrebbero poi scoprire materie prime inaspettate come inaspettata fu la scoperta del petrolio che permise la nascita dell’industria automobilistica.

Potrà dunque certamente avvenire che un’industria con sede nel libero Stato della Luna venda tramite #smart contract un carico di terre rare ad un fabbricante italiano di dispositivi elettronici di sicurezza, con consegna FCA presso lo spazioporto internazionale della Luna secondo #Incoterms© 2040 della #Camera di Commercio Internazionale, debitamente adeguati alla nuova realtà del commercio spaziale internazionale.

Ciò che era immaginazione -o visione- diverrà presto realtà.

Dobbiamo dunque essere pronti fin da ora a darci buone regole di diritto commerciale spaziale -e non solo – che tengano conto della nostra esperienza sulla Terra affinché si possa portare nello Spazio il meglio dell’Umanità.

Marcello Mantelli

Avvocato in Milano e Torino

#dirittospaziale #dirittospazialeinternazionale #turismospaziale #commerciospazialeinternazionale #smartcontract

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Marcello

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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