Finlandia: contratto di agenzia e validità della clausola arbitrale

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Questo il caso: un’azienda finlandese (A) vende parte delle proprie attività ad un’azienda belga (B). Tuttavia, prima di questa vendita, una terza impresa serba (C) aveva concluso un contratto di agenzia con l’azienda finlandese A e, dopo la vendita, C ha continuato il rapporto di agenzia nei confronti dell’impresa B.

Dopo quattro anni, tuttavia, B termina il rapporto di agenzia con C e quest’ultima, di conseguenza, avvia un arbitrato secondo quanto stabilito dalla clausola arbitrale ricompresa nell’originario contratto concluso con A, la quale prevedeva, in caso di controversia, il ricorso all’arbitrato secondo le regole stabilite dall’Istituto arbitrale finlandese (ricordiamo infatti che A aveva sede in Finlandia).

L’istituto finlandese, tuttavia, non riconosce la sussistenza di un accordo tra B e C e, di conseguenza, rifiuta di instaurare il procedimento arbitrale. A questo punto C si rivolge alle corti finlandesi, chiedendo di riconoscere la sussistenza della convenzione arbitrale – originariamente conclusa tra A e C – anche tra B e C.

Giunta la questione innanzi alla Corte suprema finlandese (competente in virtù del fatto che l’accordo arbitrale originario prevedeva la Finlandia quale luogo di svolgimento del procedimento), la Corte si è espressa (Sentenza n. KKO 2020:89 resa in data 01/12/2020) chiarendo che:

1. secondo la legge finlandese, la convenzione arbitrale costituisce un accordo separato rispetto al contratto (di agenzia in questo caso), la quale deve essere redatta in forma scritta e deve essere accettata da entrambe le parti;

2. nel caso di una vendita del business, le parti si accordano sulle responsabilità che verranno trasferite all’acquirente (in questo caso, da A a B), in modo tale che questo sia vincolato solo dalle previsioni alle quali ha espressamente acconsentito;

3. la previsione al punto precedente trova un’eccezione solo nel caso in cui vi siano determinate condotte da parte dell’acquirente (B) che lascino intendere una volontà esplicita di essere vincolato dalle previsioni in esame (in questo caso, la clausola arbitrale).

Di conseguenza, nel caso in esame, la Corte suprema ha ritenuto che, non essendoci stato un esplicito riconoscimento della volontà di sottostare alla clausola arbitrale originariamente conclusa tra A e C, e non essendo presenti comportamenti concludenti da parte di B che lascino presagire tale volontà, non è possibile ritenere che la clausola arbitrale in questione sia vincolante anche tra B e C.

In conclusione, nell’eventualità in cui nel contesto della cessione di una attività ad un nuovo soggetto, questi subentri nel contratto in corso con un agente, assumendo così la qualifica di nuovo preponente, sarà bene per entrambe le parti (nuovo preponente ed agente) verificare quale sia il metodo di risoluzione delle controversie pattuito nel rapporto in corso.

In caso di presenza di una clausola arbitrale pattuita tra il vecchio preponente e l’agente, sarà necessario che nuovo preponente ed agente perfezionino una nuova clausola arbitrale, così da assicurarne la validità anche con riferimento al nuovo rapporto.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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