Fornitura elettronica di software: per CGUE è “vendita di beni”

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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Con sentenza n.742 del 16 settembre 2021, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) si è pronunciata in materia di fornitura elettronica di software, stabilendo che la fornitura di un software per via elettronica e non su supporto materiale costituisce “vendita di beni” ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2, della Direttiva 86/653 sugli agenti commerciali.

La vicenda in esame è stata sottoposta alla CGUE dalla Corte Suprema inglese, la quale a sua volta ha ricevuto il ricorso presentato da un agente, attivo nella fornitura elettronica di software, avverso la sentenza resa dalla Corte d’appello inglese.

Nel dettaglio, la Corte d’appello aveva ritenuto che il software fornito ad un cliente non costituisse un “bene” ai sensi della Direttiva 86/653, in quanto fornito tramite download, sostanziandosi quindi in un “bene immateriale” che, come tale, non poteva essere sottoposto alla disciplina di cui alla Direttiva in esame.

Giunta la questione innanzi alla Corte Suprema, questa si è rivolta alla CGUE chiedendo se il rilascio di un software a mezzo download e non su supporto materiale costituisca una “vendita di beni” ai sensi della Direttiva 86/653, o se viceversa debba essere esclusa l’applicazione di tale normativa, in quanto applicabile solo a beni intesi in senso “materiale”.

Nella sua pronuncia, in netto contrasto con la decisione della Corte d’appello inglese, la Corte di Giustizia Ue ha quindi stabilito che:

1. il software fornito elettronicamente costituisce un bene ai sensi della Direttiva 86/653, in quanto è da ritenersi “bene” suscettibile di vendita qualsiasi prodotto che possa essere valutato in denaro e che sia, di conseguenza, suscettibile di formare oggetto di transazioni commerciali;

2. la licenza perpetua di tale software a pagamento costituisce a tutti gli effetti una “vendita di beni” ai sensi della Direttiva in esame, in quanto la nozione di “vendita di beni” di cui all’articolo 1, paragrafo 2 deve essere interpretata ricomprendendo anche la fornitura ad un cliente, dietro pagamento di un corrispettivo, di un software per via elettronica, qualora tale fornitura sia accompagnata dalla concessione di una licenza perpetua per l’uso di tale software.

In altre parole, secondo la Corte, il software fornito mediante licenza perpetua rientra in questa definizione, indipendentemente dal fatto che sia fornito su un supporto materiale o tramite download elettronico.

La pronuncia in esame rappresenta un cambiamento significativo nella protezione offerta agli intermediari di software che operano su provvigione, posto che essi andranno inquadrati come agenti con tutte le conseguenti tutele anche in tema di diritto all’indennità di cessazione del rapporto, nella misura in cui sussistano nel caso concreto tutte le altre condizioni previste dalla Direttiva CEE/86/653.

Rimane ora da vedere se e come la Corte Suprema inglese recepirà la pronuncia della CGUE, tenendo presente che, a seguito del 31 dicembre 2020, il periodo di transizione della Brexit è terminato e, di conseguenza, le corti inglesi non sono più tenute a conformarsi alle decisioni della Corte di Giustizia Ue.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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