Franchising Austria: la divulgazione di informazioni commerciali e del know-how aziendale

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

L’ordinamento austriaco non prevede una legge specifica sul franchising, di conseguenza i contratti di franchising devono essere redatti secondo le regole austriache generali in materia contrattuale, unitamente alle linee guida fornite dall’Autorità Federale Austriaca per la Concorrenza.

In mancanza di una definizione di legge bisogna inoltre fare riferimento a quanto sviluppato dalla dottrina e dalla giurisprudenza, che sottolineano i seguenti elementi essenziali del contratto di franchising:

– il franchisor concede al franchisee il diritto di vendere merci e/o servizi sotto il marchio del franchisor, dietro il pagamento di un compenso da parte del franchisee;

– il franchisee si impegna a vendere solo le merci e/o i servizi del franchisor sotto il controllo dello stesso, arredando e attrezzando i negozi secondo le istruzioni del franchisor;

– il franchisee rimane un commerciante indipendente che vende in nome proprio e per conto proprio;

– il franchisor mette a disposizione del franchisee il suo know-how commerciale e tecnico nonché il suo sistema di organizzazione.

Proprio con riguardo alla divulgazione di informazioni commerciali, nell’ordinamento austriaco non ci sono requisiti di divulgazione a cui un franchisor è tenuto a conformarsi per legge. L’unica previsione riguarda l’obbligo di informare il franchisee circa gli elementi rilevanti in merito al business. Il tipo di informazioni che devono essere divulgate dipende poi dal singolo contratto di franchising.

Anche il trasferimento del know-how è una componente essenziale del contratto di franchising, in quanto il franchisor consegna al franchisee le istruzioni complete per avviare e gestire il business.

In conformità con le linee guida della Commissione UE e la Direttiva (UE) 2016/943 – recepita dalla legge austriaca – sulla protezione del know-how, la “competenza” impartita al franchisee è un prerequisito necessario affinché il contratto possa qualificarsi come contratto di franchising. Qualora non venga trasferita alcuna competenza, il rapporto verrà quindi inquadrato come un mero contratto di licenza e non di franchising.

Il Codice Etico dell’Associazione austriaca del franchising definisce tale “competenza” come un pacchetto di informazioni pratiche basate sull’esperienza e sui test condotti dal franchisor, il quale rimane segreto. Secondo le dichiarazioni contenute nel Codice Etico, “segreto” significa che la sostanza e la struttura dell’esperienza trasmessa non è generalmente nota.

Sempre in base al Codice Etico, la competenza è considerata “materiale” se copre la conoscenza indispensabile per il franchisee in merito all’uso, vendita o rivendita dei beni oggetto di contratto o alla fornitura dei servizi concordati.

In conclusione, nel perfezionare un rapporto di franchising con un partner austriaco, bisogna considerare attentamente – qualora la legge applicabile al rapporto sia quella austriaca – tutte le previsioni in materia, specialmente con riguardo alla gestione del trasferimento delle informazioni e del know-how aziendale.

Tale know-how, infatti, è protetto dal diritto Ue, nonché dal diritto nazionale austriaco, qualora sia documentato in forma scritta e sia sviluppato in modo permanente dal franchisor. In tali casi, si ha quindi in capo al franchisee un obbligo di mantenere segreto il know-how del sistema di franchising, anche per un periodo di tempo – concordato tra le parti – a seguito della risoluzione del contratto.

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