Franchising in Thailandia: nuove linee guida sulle pratiche commerciali scorrette

In Thailandia sono oggi presenti oltre 500 brand franchises.

In linea generale, in Thailandia il contratto di Franchising è un contratto atipico, non regolato da una specifica normativa ad hoc, e pertanto disciplinato dalle regole generali previste del codice civile e commerciale Thai e da specifiche disposizioni applicabili ai vari tipi di business.

Lo scorso 6 dicembre 2019, la Trade Competition Commission ha emanato delle linee guida in materia al fine di rendere più equilibrato e trasparente il rapporto economico tra franchisor e franchisee.
Lo scopo è quello di impedire che i franchisor possano trarre abusivi vantaggi in ragione della loro posizione dominante nel rapporto.

Pertanto, in base alle nuove guidelines, il franchisor ha l’obbligo di rivelare le key information del rapporto (remunerazione e spese, business plan, diritti di proprietà intellettuale e marchi, rinnovi contrattuali, modalità di scioglimento del contratto, ecc) prima della sottoscrizione del contratto.

Inoltre, se il franchisor intende aprire un nuovo branch in un’area adiacente a quella del franchisee, deve comunicarlo preventivamente al franchisee dando la prelazione a quest’ultimo di operare nel nuovo branch.

Infine, vengono individuate, inter alia, le seguenti potenziali pratiche commerciali scorrette da parte del franchisor:
-imporre limitazioni al franchisee senza alcuna giustificazione commerciale
-modificare unilateralmente il contratto dopo la sua entrata in vigore;
-applicare condizioni discriminatorie tra i diversi franchisee senza giustificazione ragionevole;
-limitare l’acquisto di prodotti o servizi di medesima qualità da altri fornitori a prezzi inferiori;
-applicare condizioni irragionevoli al solo scopo di mantenere la franchise reputation.

In caso di violazione potranno essere applicate le sanzioni amministrative previste alla Section 57 of the Thai Trade Competition Act con multe fino al 10% del fatturato relativo all’anno in cui si è verificata la violazione.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

#contrattinternazionali #distribuzione #affariinasia #franchising

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Marcello

Buongiorno, non si tratta di mobbing ma appare piuttosto una violazione dell'esclusiva dell'agente.Occorre esaminare il contratto e individuare la legge applicabile per verificare il perimetro dell'esclusiva.Può scrivere direttamente al nostro indirizzo email [email protected]

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Felice

interessante, e se fosse la mandante tedesca a fare mobbing in svariate forme x ostacolare un agente esclusiva italiano settore industria ( acciaio)da 30anni. piazzandogli un distributore nel paese all improvviso.?

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Felice zanellini

interessante, e se fosse la mandante tedesca a fare mobbing in svariate forme x ostacolare un agente esclusiva italiano settore industria ( acciaio)da 30anni. piazzandogli un distributore nel paese all improvviso.?

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Mantelli Davini Avvocati Associati

Buongiorno, grazie per la sua richiesta. Non disponiamo di modelli generali di contratto. Tutti i contratti sono realizzati su misura caso per caso per la migliore tutela del cliente, dato che le situazioni giuridiche variano da caso a caso.

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Mario

Avete un facsimile di accordo tra Distributore/etichetta e Artista ? Se si, vorrei leggerlo. Grazie, saluti. Mario Comendulli [email protected]

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