Franchising internazionale: Portogallo. É dovuta un’indennità di cessazione del rapporto al franchisee con sede in Portogallo?

In tutti i Paesi dell’Unione Europea le regole fondamentali del rapporto di agenzia sono contenute nella Direttiva n. 86/653/CEE, recepita da tutti gli Stati membri, la quale prevede il diritto dell’agente di ricevere un’indennità all’atto della cessazione del rapporto, al verificarsi di certe condizioni.

Consolidata giurisprudenza portoghese riconosce  -ugualmente a certe condizioni- anche al distributore  / concessionario di vendita con sede in Portogallo detto diritto all’indennità di cessazione del rapporto attraverso un’ applicazione analogica delle norme in punto indennità previste in favore dell’agente.

Considerata l’applicazione delle norme sull’agenzia alla distribuzione è legittimo domandarsi se l’applicazione analogica delle norme sull’agenzia in tema di indennità siano applicabili anche ai contratti di franchising, con conseguente diritto del franchisee a richiedere e ottenere l’indennità di clientela.

La questione in Portogallo è in realtà allo stato attuale controversa, con contrapposti orientamenti dei giudici portoghesi.

L’orientamento maggioritario esclude l’applicazione analogica delle norme sull’agenzia al contratto di franchising. L’argomento principale di tale impostazione risiede nella circostanza che la clientela deriverebbe principalmente dalla forza del brand, del trademark e dell’immagine del franchisor e non viceversa dalla qualità del lavoro del franchisee.

In senso contrario, una sentenza della Porto Court of Second Instance Decision del 28 ottobre 2015 ha ammesso l’applicazione analogica della disciplina dell’agenzia al franchsing.
Secondo tale impostazione, per reclamare il diritto all’indennità, il franchisee dovrà dimostrare che la clientela è stata procurata essenzialmente grazie alle sue capacità ed abilità personali piuttosto che attraverso la forza del brand del franchisor (ma dovrà altresì dimostrare che vi sono benefici economici che permarranno in capo al franchisor in seguito alla cessazione del rapporto).

La sentenza, espressione di un orientamento minoritario, deve essere considerata con prudenza.
Tuttavia, in un’ottica di tutela preventiva e di pianificazione strategica dei propri affari in Portogallo è importante essere consapevoli dell’esistenza di un simile orientamento giurisprudenziale che potrebbe aprire in futuro, come avvenuto per la concessione di vendita, ad un diritto all’indennità di cessazione in favore del franchisee.

Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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