Germania: risoluzione del contratto di distribuzione e indennità del distributore

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Con sentenza 24 settembre 2020, la Corte suprema federale tedesca si è pronunciata sulla delicata questione dell’indennità richiesta da un distributore – a causa della risoluzione del rapporto di distribuzione – e della validità o meno della richiesta di informazioni al preponente in merito ai margini di contribuzione realizzati dal distributore nel corso dell’ultimo anno contrattuale, al fine di quantificare la richiesta di indennità.

Secondo una prassi consolidata, infatti, nell’ordinamento tedesco il distributore ha diritto ad una richiesta di indennità per risoluzione del contratto, qualora il rapporto giuridico tra distributore e preponente superi il semplice concetto di venditore-acquirente e qualora il distributore sia strettamente integrato nella rete distributiva del preponente.

Per determinare nello specifico l’integrazione del distributore nella rete del proponente, occorre fare riferimento a quello che è il c.d. avviamento del volume d’affari operato dal distributore. In altre parole – secondo quanto riportato anche dalla Corte di Giustizia Ue in numerose pronunce, tra cui la n.195/2009 – occorre porre l’accento sui “vantaggi imprenditoriali” conseguiti dal preponente per mezzo dell’attività svolta dal distributore.

Parte della dottrina sostiene che tali vantaggi corrispondono al profitto lordo annuale del preponente. Tuttavia, poiché tale informazione non è nota al distributore, si pone il problema relativo all’opportunità o meno che a questo vengano fornite tali informazioni per poter calcolare il conseguente importo dell’indennità.

I tribunali tedeschi si sono pronunciati varie volte sulla questione, talvolta concedendo e talvolta negando tale diritto di informazione, quindi la Corte Suprema Federale ha cercato nel 2020 di dirimere la questione in via definitiva.

In tal senso, la Corte ha affermato che l’avviamento del volume di affari da parte del distributore è decisivo per determinare i vantaggi imprenditoriali del preponente. Tuttavia, tale avviamento non può coincidere in toto con l’utile lordo e, di conseguenza, tale informazione non risulta essenziale per il distributore nel calcolo dell’indennità.

Respingendo la richiesta da parte del distributore, la Corte ha quindi chiarito che – per aversi un rilascio di informazioni in merito al volume d’affari del preponente – occorre che i distributori spieghino con precisione i motivi per cui tali informazioni sono essenziali per il calcolo dell’indennità.

In mancanza di tali motivi, viene negata al distributore la facoltà di esercitare pressioni sul preponente tramite la richiesta di informazioni, potendo il distributore unicamente includere – nella fase di negoziazione e redazione del contratto – precise disposizioni aventi il fine di riconoscere in capo al distributore il diritto di reclamare determinate informazioni.

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3 thoughts on “Germania: risoluzione del contratto di distribuzione e indennità del distributore

  1. interessante, e se fosse la mandante tedesca a fare mobbing in svariate forme x ostacolare un agente esclusiva italiano settore industria ( acciaio)da 30anni. piazzandogli un distributore nel paese all improvviso.?

  2. interessante, e se fosse la mandante tedesca a fare mobbing in svariate forme x ostacolare un agente esclusiva italiano settore industria ( acciaio)da 30anni. piazzandogli un distributore nel paese all improvviso.?

    1. Buongiorno, non si tratta di mobbing ma appare piuttosto una violazione dell’esclusiva dell’agente.Occorre esaminare il contratto e individuare la legge applicabile per verificare il perimetro dell’esclusiva.Può scrivere direttamente al nostro indirizzo email [email protected]

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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